‘100 parchi per Roma’, ritocco-lampo al nuovo parco sulla Togliatti: il conto (per i romani) schizza a 2,8 milioni (di mutuo)

Roma, sullo sfondo il parco Madre Teresa di Calcutta, sulla Togliatti, in primo piano sindaco Gualtieri e vice Scozzase, delegata al Bilancio

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Roma, non c’è stato neppure il tempo di archiviare l’approvazione del super restyling del parco Madre Teresa di Calcutta di novembre 2024 che la Giunta Gualtieri è tornata già a fine dicembre 2025 a rimettere mano al progetto con un ritocchino extra che inciderà non poco sul portafoglio dei romani. Il parco che verrà risistemato è situato lungo l’asse di viale Palmiro Togliatti. Parliamo di uno dei nuovi “Cento parchi per Roma – Parco Madre Teresa di Calcutta” divenuti una sottospecie di ‘marchio di fabbriza’ dell’amore per il verde della Giunta Gualtieri. La Giunta ha aggiornato a fine dicembre il progetto e le carte e, soprattutto, ha fatto lievitare il conto finale. Il quadro finanziario arriva a toccare 2,8 milioni di mutuo. Un salto che, rispetto ai 2.5 milioni di mutuo iniziale, vale circa 254mila euro di mutuo in più. Lo scopo? “Rafforzare l’illuminazione”, così spiega la Giunta Gualtieri tra le carte. La ragione che fa discutere, più che tecnica, appare però squisitamente politica: nel primo progetto l’illuminazione evidentemente non era adeguata? Solo ora, la Giunta e i suoi tecnici, si sono resi conto di questa esigenza ‘extra’ di 254mila € a carico dei romani per l’illuminazione? Come è possibile che un tecnico ‘dimentichi’ l’illuminazione di un parco pubblico?

100 parchi per Roma, cresce il mutuo per l’area verde sulla Togliatti, ma Gualtieri e vice non sono in Giunta

Il passaggio chiave è la seduta di Giunta di dicembre 2025 nel corso della quale arriva il via libera alle modifiche al progetto originario (inseriamo il documento di Giunta in formato scaricabile alla fine di questo articolo), ai fini della richiesta di ‘rafforzamento’ del mutuo iniziale. Al momento del voto di Giunta erano assenti sia il sindaco Gualtieri che la sua vice Scozzese, tra l’altro delegata al Bilancio.

Ok al nuovo parco Madre Teresa, ma la “luce” spunta dopo: dettaglio o segnale politico?

Quando un parco “nasce”, uno dei 100 nuovi parchi per Roma, già con una correzione di rotta, il punto non è solo progettuale. Perché l’illuminazione non è un ‘abbellimento’. Ma incide su sicurezza percepita, fruibilità serale, fruibilità dell’area verde soprattutto per il ‘mondo femminile’, presidio sociale, ma non solo. Se un intervento deve essere già ‘integrato’ dopo l’approvazione, recentissima, il sospetto che si affaccia è semplice. Si è corso troppo per far partire la macchina e i dettagli fondamentali troppo presto? O qualcuno, tra tecnici e politici, sta facendo quella che, nella prima Repubblica, si sarebbe chiamata ‘cresta’ sul progetto? O, invece, è davvero ‘solo’ un errore/orroredel tecnico e in tal caso il tecnico ‘superficiale’ verrà adeguatamente sanzionato dal Campidoglio? E, in quest’ultimo caso, come ha intenzione di procedere il Campidoglio? Perchè, alla fine dei conti, a pagare questo errore debbono essere i romani con l’ennesimo mutuo a loro carico per i prossimi due decenni e non il tecnico o la Giunta che hanno sbagliato?

L’effetto collaterale del resto è immediato. La spesa cresce e, con lei, cresce anche la domanda di trasparenza dei cittadini romani che dovranno pagare (a rate) quel conto per i prossimi due, forse tre decenni. Nelle carte rese pubbliche dal Campidoglio, non viene mai specificata la durata dei mutui a carico dei romani utilizzati per i 100 nuovi parchi per Roma. Un problema analogo, del resto, era già accaduto, di recente, per due parchi sul Tevere (articolo 1 e articolo 2). Inaugurati in tutta fretta, con tanto di foto del taglio del nastro delle massime autorità comunali e regionali. Ma poi i progetti sono stati rimaneggiati in tutta fretta dalla Giunta Gualtieri con lievitazione dei costi inclusa, come da noi rilevato con due diversi articoli.

“100 Parchi per Roma”: promessa urbana e vetrina amministrativa

Il programma dei 100 parchi è uno dei pilastri narrativi della stagione Gualtieri. Un’operazione che prova a cucire insieme periferie e centro con cantieri visibili, inaugurazioni, cronoprogrammi. Da un lato c’è l’obiettivo urbano — più verde, meno degrado, più spazi di comunità — dall’altro una strategia politica chiara. Pagare i nuovi 100 parchi con Roma con l’accensione di un numero infinito (e non conosciuto) di nuovi mutui che hanno una durata che resta misteriosa.

Il nodo del debito: verdi sì, ma a colpi di mutuo

Qui entra il punto più sensibile: la formula del finanziamento a mutuo. Per il parco sulla Togliatti la logica è quella e non è un caso isolato. Il modello consente di avviare lavori senza attendere tempi lunghi di coperture diverse, ma sposta in avanti il peso: rate, interessi, manutenzione. A Roma la questione è ancora più delicata perché convive con l’ombra lunga del debito storico e con un dibattito mai spento su quanto margine ci sia per spingere nuovi investimenti senza scaricare costi sulle amministrazioni future.

La scadenza politica: perché tutto guarda alla primavera 2027

Infine c’è il calendario, che spesso decide le priorità più dei dossier. Con le elezioni comunali attese per la primavera 2027, la corsa a chiudere cantieri e consegnare opere rischia di diventare il vero motore. L’obiettivo implicito è arrivare al voto con una Roma che, almeno in alcuni punti, appaia più verde e più vivibile. Ma proprio l’urgenza può generare l’effetto opposto: varianti, aggiustamenti, aumenti di costo. Il “caso Togliatti”, con l’illuminazione che spunta dopo e il mutuo che sale, come i due casi dei parchi d’Affaccio sul Tevere, è già un promemoria politico: quando la programmazione rincorre la narrazione, il conto lo paga sempre la città. Ma, soprattutto, i romani.

Roma, il parco Santa Madre Teresa di Calcutta visto dall’alto, foto Google Maps – www.7colli.it