131679 veicoli rubati e l’Italia che nessuno riesce a raggiungere
L’Italia ha chiuso il 2023 con 131679 veicoli rubati, la Francia con 70649. Quasi il doppio, una distanza che non si riduce da anni e che anzi nel 2024 si è allargata ancora, con i furti italiani saliti a 136201 secondo i dati elaborati dal Ministero dell’Interno. Di quei 131679 veicoli spariti nel 2023, circa un terzo è stato recuperato, e il dato del 2024 non migliora di molto, con il tasso di recupero fermo al 45% per le autovetture ma crollato al 41% per i veicoli commerciali, una categoria dove i furti sono esplosi con un incremento del 112% in dodici mesi.

Nicola Ferrara, un maresciallo dei Carabinieri della compagnia di Andria, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, mi ha descritto il percorso con una precisione quasi noiosa nella sua ripetitività. “L’auto viene presa di notte nella zona industriale o in un parcheggio condominiale, portata in un capannone tra Andria e Cerignola, e in meno di ventiquattr’ore è già smontata oppure caricata su un bisarca direzione porto,” ha detto, aggiungendo che il tragitto verso Durazzo o Bar in Montenegro è talmente rodato che le bande non cambiano quasi mai le rotte. La provincia BAT registra circa 1036 denunce per furti d’auto ogni 100000 abitanti, un numero che la piazza stabilmente al primo posto nazionale e che non ha equivalenti nel resto d’Europa occidentale. Quel tasso significa che ogni anno, in un territorio con poco più di 380000 residenti, spariscono forse 3400 veicoli, e il recupero in quella zona è tra i peggiori del paese, ben sotto il 20%. Ferrara racconta che i furti seguono cicli legati alla domanda estera, con picchi quando i mercati dell’usato nei Balcani e nel Nord Africa si surriscaldano, ma anche con una componente puramente locale di smontaggio per pezzi di ricambio che alimenta un’economia parallela diffusa in tutta la Puglia e la Campania.
Il problema non si esaurisce dentro i confini nazionali, e non è solo una questione pugliese, perché le stesse auto rubate a Bari o Napoli finiscono per riapparire con documenti nuovi su mercati a migliaia di chilometri di distanza. L’operazione Mobile 6 di Frontex, condotta nell’ottobre 2023 alle frontiere esterne dell’UE con il supporto di Europol e Interpol, ha recuperato 505 veicoli rubati e sequestrato 2000 componenti, identificando vari casi di clonazione del VIN in cui gruppi criminali utilizzavano i documenti di veicoli demoliti per far passare ai controlli di frontiera auto rubate dello stesso modello, colore e anno. Un analista specializzato in rilevamento frodi di carvertical.com/it ha segnalato che nei controlli transfrontalieri la clonazione del VIN è particolarmente difficile da intercettare quando il veicolo donatore, quello demolito i cui documenti vengono copiati, proviene dallo stesso paese del veicolo rubato, perché le banche dati nazionali non sempre incrociano in tempo reale lo stato di demolizione con le nuove richieste di immatricolazione, e il margine di ore o giorni tra la cancellazione dal registro e la reimmatricolazione viene sfruttato sistematicamente.
È proprio in quel margine temporale che si inserisce una delle vulnerabilità meno discusse del sistema italiano. La Motorizzazione Civile gestisce le immatricolazioni e le revisioni, il PRA gestito dall’ACI tiene traccia della proprietà, e i due registri non dialogano con la velocità che sarebbe necessaria. Un veicolo cancellato dalla Motorizzazione perché risulta demolito può restare visibile al PRA per giorni, a volte settimane, e in quella finestra i documenti associati sono ancora tecnicamente validi. Secondo quanto riferiscono indirettamente operatori del settore, questa asimmetria temporale viene sfruttata per generare documentazione che accompagna veicoli rubati verso l’estero o, più spesso, verso una nuova vita sul mercato italiano con targhe e libretti diversi. Penso che il problema della non sincronizzazione tra Motorizzazione e PRA sia noto da anni a chiunque lavori con i dati dei veicoli, e il fatto che resti irrisolto la dice lunga sulle priorità amministrative del sistema.
Nel frattempo, l’Europol ha smantellato nel 2024 una rete che rubava auto di lusso in Italia e Spagna, prevalentemente Range Rover, Lexus e Toyota ibride, in località turistiche come Forte dei Marmi e Cortina d’Ampezzo. I veicoli venivano portati in Belgio, dove i numeri di telaio venivano alterati e le targhe clonate con qualità professionale, prima della spedizione dal porto di Anversa verso compratori a Dubai. Ventiquattro persone, in maggioranza moldave con membri rumeni, russi e ucraini, sono state coinvolte. Il valore stimato superava i 3 milioni di euro per un centinaio di veicoli, il che dà un’idea del margine su ogni singola auto. La Puglia e la Campania forniscono il volume, le reti internazionali forniscono la logistica, e i mercati in Medio Oriente, nei Balcani e nel Nord Africa assorbono la merce. Un dato che passa quasi inosservato nel dossier 2024 è la disparità regionale nei recuperi, con la Liguria al 69% e la Basilicata sotto il 20%, una forbice che racconta due italie del contrasto ai furti.
Marco Basile, un rivenditore di auto usate che opera nella zona di Barletta, ha scoperto nel modo peggiore cosa succede quando un veicolo clonato entra nel mercato legale. “Ho comprato una Jeep Renegade da un privato, documenti in regola, visura PRA pulita, revisione valida. Dopo tre mesi i Carabinieri me l’hanno sequestrata perché il telaio originale era stato punzonato di nuovo,” ha raccontato, spiegando di aver perso circa 14000 euro tra il prezzo d’acquisto e le spese legali. Casi come il suo, mi dicono i colleghi che coprono questo settore, non sono rari nella BAT, e il fatto che la visura PRA risultasse pulita conferma esattamente il tipo di scollamento tra i registri di cui si parlava.
Il +7% del 2023 rispetto al 2022 non si è invertito nel 2024, anzi, con un ulteriore +2,3% stimato che porta il totale a 136201 unità. Una berlina rubata a Foggia nel settembre 2023, una di quelle 131679, è stata intercettata dai controlli congiunti italo-montenegrini nel febbraio 2024 con un VIN diverso, reimmatricolata in Montenegro con documenti apparentemente regolari, e successivamente esportata nuovamente in Italia dove risulta attualmente in vendita presso un rivenditore del nord come veicolo di importazione con 87000 chilometri sul contachilometri.