16 nuovi chioschi nei parchi di Roma: aree verdi ‘adottate’ dai privati VI in cambio di manutenzione (la lista completa)

Roma, il parco di via Calimera, foto Google

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Roma, nel Municipio VI delle Torri parte un’operazione che prova a rispondere a un’esigenza concreta: 16 parchi di quartiere spesso trascurati, con erba alta, rifiuti, giochi poco curati e zone che, quando si svuotano, diventano più fragili anche sul fronte della sicurezza. L’amministrazione municipale apre ai privati: chi si propone potrà gestire un’area verde e, in cambio, realizzare un piccolo chiosco ristoro capace di rendere il parco più frequentato e “presidiato”.

Perché adesso: socialità, decoro e sicurezza nelle aree più esposte

Il messaggio politico è chiaro: un parco pieno di famiglie, ragazzi e anziani è un parco più difficile da abbandonare al degrado. Un punto ristoro non è visto solo come servizio, ma come leva per riportare vita negli spazi pubblici. L’obiettivo dichiarato è doppio: da una parte migliorare manutenzione e decoro, dall’altra favorire l’aggregazione sociale, trasformando le aree verdi in luoghi di incontro e non in zone “di passaggio” o, peggio, da evitare.

Zero soldi pubblici, ma obblighi pesanti per chi entra

Qui sta il nodo: il Municipio non paga alcun compenso. Chi otterrà la gestione dovrà investire risorse proprie per progettare e installare un chiosco prefabbricato (circa 12 mq, con eventuali locali tecnici aggiuntivi), occuparsi degli allacci alle utenze e sostenere i costi di gestione. In cambio, potrà lavorare grazie agli incassi dell’attività di somministrazione (bevande, gelati, cibi freddi e precotti), per una concessione lunga, prevista in formula 10 anni più altri 10.

I paletti: il parco resta pubblico, niente “privatizzazioni” mascherate

L’amministrazione mette un limite netto: l’uso pubblico deve restare sempre garantito. Tradotto in modo semplice: nessun cittadino deve sentirsi “fuori posto” perché c’è un chiosco, e non possono nascere barriere o restrizioni che cambiano la natura del parco. L’area verde resta del Municipio e resta aperta alla collettività. Questa è la linea che, sul piano politico, prova a tenere insieme due esigenze che spesso si scontrano: migliorare la cura del verde senza cedere pezzi di spazio pubblico.

Cosa cambia davvero per i residenti: pulizia, sfalci e vigilanza quotidiana

Se il progetto funziona, l’impatto più evidente sarà nella routine: pulizia dell’area, raccolta rifiuti, manutenzione ordinaria, sfalci programmati (più volte in estate e in inverno), cura di aiuole e siepi, piccole potature e irrigazione. Inoltre è prevista un’attività di custodia e sorveglianza durante l’apertura, con segnalazione di vandalismi o situazioni di rischio alle autorità competenti. Il chiosco, in sostanza, diventa anche un “occhio” sul parco: non sostituisce le forze dell’ordine, ma rende più difficile l’abbandono totale.

Dove nasceranno i chioschi: l’elenco delle 16 aree verdi

Ecco le aree indicate dal Municipio VI delle Torri:

Parco di Via Calimera – Torre Angela

Parco in Via Celio Caldo – Torrenova

Parco di Via della Tenuta di Torrenova – Giardinetti

Parco Yaron Salatino (Via Lentini) – Borghesiana

Parco Collina della Pace (Via Capaci) – Finocchio

Parco della Pace – Tor Bella Monaca

Parco Via Scilicino / Via Fosso dell’Osa – Villaggio Prenestino

Parco Alessandro Conti (V. G. Artusi) – Torrenova

Parco Renata Tebaldi (Via Cantiano) – Giardini di Corcolle

Parco Michelangelo (Via Siculiana) – Valle Fiorita

Parco Santarelli (Via degli Orafi) – Giardinetti

Parco in Via Cigola – Fosso della Bella Monaca

Parco in Via Serra San Quirico – Giardini di Corcolle

Parco in Via Acciaroli – Colle Prenestino

Area attrezzata in Largo Ferruccio Mengaroni – Torre Gaia

Area verde in Viale Santa Rita da Cascia – Tor Bella Monaca

La partita politica: opportunità o rischio? E cosa succede ora

Quello pubblicato è un avviso “esplorativo”: serve a raccogliere manifestazioni di interesse e a costruire l’elenco dei soggetti da invitare a un eventuale bando successivo. È un passaggio che consente al Municipio di capire quanta risposta c’è sul territorio e se davvero ci sono realtà pronte a investire. La scommessa è che un modello basato su presenza, cura e servizio possa migliorare la qualità dei parchi senza pesare direttamente sul bilancio pubblico. Ma la sfida, come sempre, sarà nei controlli e nei risultati: perché i cittadini giudicheranno dalla differenza reale sotto casa, non dalle promesse. Scadenza per proporsi: le manifestazioni di interesse devono arrivare entro le ore 12:00 del 30 gennaio 2026, esclusivamente via PEC.