Tratta di minori a Fiumicino: finge di essere la madre e viaggia con tre ragazzini non suoi, arrestata
Sono arrivati a Fiumicino tutti insieme, come una famiglia qualsiasi. Tre ragazzi, una donna adulta, documenti che a prima vista sembrano in regola. Ma, poi, guardando meglio, qualcosa non ha convinto nel corso dei controlli. E una verifica di routine si è trasformata in un caso di immigrazione clandestina con al centro tre minori e una donna finita in manette.
I controlli a Fiumicino: sospetti sui documenti dei minori
È la sera di domenica 15 marzo quando gli agenti della Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino fermano una donna originaria della Guinea, residente in Francia. Con lei tre minorenni, di 16, 13 e 7 anni, tutti maschi. Arrivano da Conakry, con scalo a Casablanca, su voli di linea della Royal Air Maroc. Si presentano ai controlli insieme, nella stessa fila. Ma durante le verifiche emergono anomalie evidenti sui visti Schengen applicati sui passaporti dei ragazzi. Secondo gli agenti, quei documenti, apparentemente rilasciati dall’Ambasciata di Spagna a Dakar, mostrano caratteristiche diverse dagli standard ufficiali. E nascono i sospetti.
Nonostante l’orario serale e il giorno festivo, scattano gli accertamenti. Il giorno dopo arriva la conferma: i visti dei tre minori sono falsi, senza alcun valore legale. Nel tentativo di ricostruire la vicenda, viene ascoltato il più grande dei ragazzi, con l’aiuto di un mediatore culturale. Racconta di essere il fratello del 13enne, mentre il più piccolo lo avrebbero conosciuto solo poco prima della partenza. Tutti e tre affidati alla donna per un viaggio verso l’Europa, verosimilmente organizzato dalle famiglie.
Carte belghe sparite e registrazioni anomale
La donna prova a difendersi. Parla di un presunto affidamento regolare dei minori. Ma non mostra nulla. Nessun documento, nessuna prova. Nella prima tratta del viaggio, da Conakry, i tre minori risultano registrati come cittadini europei, grazie a carte d’identità belghe. Documenti che però, all’arrivo in Italia, non esistono più. Spariti. Probabilmente distrutti o nascosti durante lo scalo a Casablanca.
Durante i controlli, gli agenti trovano nella disponibilità della donna oltre 9.500 euro in contanti. Ma anche in questo caso, nessuna spiegazione sulla provenienza e nessuna giustificazione sul possesso del denaro. Per gli agenti si tratta di un possibile compenso per il trasferimento dei minori. La donna viene quindi arrestata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e trasferita nel carcere di Civitavecchia, su disposizione della Procura.
Nei giorni successivi, il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto, disponendo per la donna la custodia cautelare in carcere. I tre ragazzi restano soli. Nessun genitore, nessun tutore. Vengono affidati ai Servizi Sociali del Comune di Fiumicino e collocati in strutture protette.