Vannacci smaschera Forza Italia: “Comanda Tajani o Marina Berlusconi?”

Vannacci, in Regione Lombardia

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Lo scontro nasce da alcune indiscrezioni di stampa dei giorni scorsi, secondo cui Marina Berlusconi sarebbe contraria a un’apertura del centrodestra verso Roberto Vannacci. Il fondatore di Futuro Nazionale aveva già replicato il 25 maggio, chiedendo perché mai avrebbe dovuto rispondere a chi, formalmente, non guida alcun partito. Ora il generale alza il tiro: il bersaglio non è più soltanto Marina Berlusconi, ma l’autonomia politica di Forza Italia.

La domanda che imbarazza gli azzurri

Durante una conferenza stampa a Palazzo Pirelli, a Milano, Vannacci ha rivolto agli azzurri una domanda destinata a far discutere: “Marina Berlusconi è segretario generale di Forza Italia? Quale ruolo ha in Forza Italia?”.

Il sospetto del partito “eterodiretto”

Vannacci ha poi trasformato la polemica in un’accusa politica più pesante. Il generale si è chiesto se Forza Italia rischi di apparire “eterodiretta” dal peso del denaro e dell’editoria. Un affondo che tocca un nervo scoperto del partito fondato da Silvio Berlusconi: il rapporto tra l’attuale leadership azzurra e la famiglia del fondatore.

Tajani stretto nella tenaglia

La polemica finisce inevitabilmente per coinvolgere Tajani. Il 10 aprile il segretario di Forza Italia aveva incontrato Marina e Pier Silvio Berlusconi negli uffici Mediaset di Cologno Monzese; al termine era stata ribadita la fiducia nella sua guida. Marina Berlusconi, il 12 maggio, aveva inoltre dichiarato di guardare con affetto al partito del padre, ma nel pieno rispetto dell’autonomia della sua classe dirigente.

Il guanto di sfida arriva a Roma

E il duello aperto da Vannacci non resterà confinato a Milano o alla polemica con Marina Berlusconi. Il fondatore di Futuro Nazionale è atteso giovedì 4 giugno a Roma, al Salone delle Fontane dell’Eur, per un incontro pubblico che porta la sua sfida nel cuore del potere nazionale. Dopo aver messo in discussione gli equilibri di Forza Italia, Vannacci punta ora a occupare spazio nella Capitale, proprio mentre il centrodestra romano cerca ancora una direzione – e un candidato sindaco – in vista della partita per il Campidoglio di maggio 2027. Il generale non intende chiedere il permesso, ma presentarsi a Roma come il volto di una nuova destra pronta a rompere rinvii, veti e vecchie ‘rendite di posizione’.