Roma, si ferma per soccorrere un uomo investito e viene picchiato selvaggiamente: “Preso a pugni in faccia, sono finito in ospedale anch’io”

ambulanza-volante polizia

Ha visto un uomo steso sull’asfalto, immobile, con il sangue che gli usciva dalla testa. Ha accostato l’auto senza pensarci due volte ed è sceso per aiutare. Pochi minuti dopo, però, si è ritrovato anche lui in ambulanza, diretto al pronto soccorso del Gemelli, con una prognosi di dieci giorni. È il racconto di Marco B., romano, protagonista suo malgrado della notte di caos andata in scena giovedì 21 maggio su via Aurelia, a Roma, dove un uomo è stato investito ed è finito in ospedale in condizioni gravissime.

“Mai avrei immaginato che un gesto normale, umano, potesse trasformarsi così”, racconta ai nostri microfoni. “Mi sono fermato per aiutare una persona ferita e sono stato preso a pugni”.

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L’uomo investito sull’Aurelia e l‘aggressione

Marco stava tornando a casa dal lavoro. Era mezzanotte e percorreva via Aurelia in direzione piazza Irnerio quando qualcosa ha attirato la sua attenzione. “All’altezza dell’Oviesse ho visto una Smart ferma. L’ho superata e ho notato un uomo riverso sull’asfalto. Era immobile, perdeva molto sangue dalla testa”. A quel punto ha accostato, ma messo le doppie frecce per indicare il pericolo ed è sceso dall’auto per prestare soccorso. “C’era già un uomo al telefono con i soccorsi. Sul marciapiede invece alcune persone discutevano animatamente con una donna, apparentemente sudamericana, che urlava contro tutti”.

La donna, in forte stato di agitazione, se la prendeva con chiunque. “Quella donna continuava ad agitarsi e cercava di aggredire il ragazzo alla guida della Smart e la sua amica. Ho provato a dividerli, ma all’improvviso si è girata verso di me e mi ha colpito con due pugni violentissimi”. In mano la donna aveva anche il cellulare, che durante l’aggressione si è rotto. “I colpi sono stati ancora più forti proprio perché aveva il telefono stretto nella mano”, spiega Marco. Poco dopo sono arrivati gli agenti del Commissariato Aurelio, allertati da un agente della polizia penitenziaria libero dal servizio che si trovava casualmente nella zona.

La notte al Gemelli: “Io con 10 giorni di prognosi, il ferito era gravissimo”

Ma la donna ha continuato a dare in escandescenze anche davanti agli agenti. “Nessuno riusciva a calmarla, neanche i poliziotti”, racconta Marco. Dopo le identificazioni, Marco è stato invitato a presentare eventuale denuncia entro tre mesi. Poi, mentre il ferito veniva trasportato in codice rosso al Policlinico Gemelli, anche per lui si è reso necessario l’intervento del 118. “Ho iniziato ad avere giramenti di testa a causa dei colpi che avevo ricevuto e mi hanno portato in ospedale. Ho una prognosi di dieci giorni per trauma cranico. Ma il mio pensiero è tutto per quell’uomo investito, che era nella lettiga accanto alla mia. Durante la notte, infatti, è stato molto male: uno dei medici mi ha riferito che avuto anche un arresto cardiaco. Sinceramente non so neanche se ce l’ha fatta…”

Sul grave incidente stanno lavorando gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale del Gruppo Monteverde, intervenuti per i rilievi. Alla guida della Smart c”era un ragazzo di 26 anni. La dinamica è ancora in fase di accertamento. “Il conducente mi ha raccontato che quell’uomo sarebbe comparso all’improvviso sulla carreggiata, quasi come se si fosse lanciato in strada”, riferisce Marco. “Ma saranno gli agenti a chiarire cosa sia successo davvero. Io adesso cerco testimoni, se qualcuno delle persone presenti mi vuole contattare per testimoniare quanto accaduto, gliene sarei grato: appena finirò la convalescenza, infatti, presenterò la denuncia contro la donna che mi ha picchiato”.