Lazio, Lotito sceglie Gattuso per il dopo-Sarri, i tifosi rabbiosi: “Prepariamoci a una lotta per la retrocessione”

gattuso

Contenuti dell'articolo

La Lazio prepara il cambio in panchina, ma il nuovo corso rischia di nascere già sotto il segno della contestazione: con Maurizio Sarri diretto verso l’Atalanta, Claudio Lotito avrebbe scelto Gennaro Gattuso come nuovo allenatore biancoceleste, secondo quanto riportato dalle principali testate sportive filo-laziali. La notizia arriva al termine di una stagione fallimentare rispetto alle attese della piazza: Lazio nona in Serie A dopo 38 giornate, fuori dalle coppe europee e battuta 2-0 dall’Inter nella finale di Coppa Italia. Il sogno Champions si è trasformato così in un campionato anonimo, mentre la frattura con la società è ormai esplosa: il 17 maggio la Curva Nord ha disertato il derby contro la Roma, lasciando il settore vuoto e mostrando lo striscione “Dignità e rispetto valgono più di un derby” contro il presidente Lotito.

La scelta di Lotito fa esplodere la rabbia dei tifosi

In questo clima, l’ipotesi Gattuso non poteva essere accolta come una semplice scelta tecnica. Per molti tifosi rappresenta l’ennesima decisione presa da una società accusata di avere abbassato progressivamente le ambizioni del club. La contestazione non nasce oggi: a febbraio la petizione “Lettera al presidente Lotito” aveva già raggiunto quota 39.900 firme, mentre la Curva Nord aveva invitato a disertare prima Lazio-Genoa e poi Lazio-Atalanta. L’arrivo dell’ex ct dell’Italia finisce quindi dentro una protesta già organizzata, visibile e tutt’altro che episodica contro il presidente e la sua gestione definita “Un fallimento”.

Il precedente con l’Italia pesa come un macigno

A rendere ancora più complicato l’arrivo di Gattuso è il suo clamoroso fallimento sulla panchina della Nazionale. L’eliminazione dell’Italia contro la Bosnia nei playoff per il Mondiale ha lasciato una ferita profonda e diventa oggi l’argomento principale dei tifosi laziali contrari al suo approdo a Formello. “Prendiamo un allenatore incapace di portarci al Mondiale contro la Bosnia, basta questo”, è uno dei commenti rilanciati dopo la notizia dell’accordo. Per una piazza che chiede rilancio e investimenti, il nome scelto da Lotito viene letto più come un rischio che come una svolta.

Sui social prevalgono paura e rassegnazione

La reazione online è stata immediata. Tra i commenti riportati nelle ore successive alla notizia dominano rabbia, sfiducia e timore per la prossima stagione. “Stiamo riuscendo a cadere sempre più verso il basso”, scrive un sostenitore. Un altro arriva alla previsione più dura: “Prepariamoci alla lotta per la retrocessione”. Parole estreme, ma indicative del momento attraversato dall’ambiente laziale: dopo la stagione senza Europa e la protesta aperta contro il presidente, anche il nuovo allenatore viene giudicato prima ancora di mettere piede in campo.

Per la Lazio si apre un altro anno zero

Il problema della Lazio, oggi, va oltre la panchina. La società deve ricostruire fiducia, ambizioni e credibilità dopo un’annata chiusa fuori dall’Europa e con una contestazione arrivata fino al boicottaggio ‘estremo’ del derby. Gattuso, qualora l’operazione venga formalizzata, erediterà una squadra da rilanciare e soprattutto una piazza che non vuole più promesse, ma segnali concreti. Lotito ha scelto il suo uomo. La risposta dei tifosi, almeno per ora, è già arrivata: rabbia, diffidenza e nessuna cambiale in bianco. A rendere ancora più delicato il rapporto tra Lotito e la piazza c’è poi il progetto della Lazio per il nuovo Stadio Flaminio: il 28 maggio partirà la conferenza dei servizi preliminare, primo passaggio dell’iter amministrativo. Ma tra pareri tecnici, vincoli sull’impianto, dichiarazione di pubblico interesse e successiva gara, la strada verso la nuova casa biancoceleste resta lunga e piena di incognite.