Serena Mollicone choc: qualcuno ha fatto sparire le parti intime e il sopracciglio

guglielmo mollicone (2)

Alcuni resti del corpo di Serena Mollicone tra cui il sopracciglio, l’utero e le parti intime sarebbero spariti. È quanto ha raccontato venerdì, nel corso dell’udienza davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Cassino, il tenente colonnello Fabio Imbratta, all’epoca del delitto comandante della compagnia di Pontecorvo.

La scoperta venne fatta già quando la salma della Mollicone fu riesumata per essere sottoposta alla superperizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che sarà ascoltata nella prossima udienza, che ha poi portato alla riapertura del caso. Tra i resti scomparsi, ha spiegato Imbratta, oltre alla parte inguinale manca anche “il sopracciglio, che la giovane avrebbe sbattuto con violenza contro la porta della caserma”.

Il colonnello dei carabinieri ha detto ai giudici e alla giuria che “Serena Mollicone è stata uccisa nella caserma dei carabinieri di Arce. E non lo dico io ma i tanti accertamenti scientifici e le lesioni sulla porta compatibili per altezza e spessore. Le dichiarazioni fornite da Santino Tuzi (il brigadiere, morto suicida, che poteva essere un importante testimone, ndr) sono state fondamentali così come quelle rilasciate da Carmine Belli poi artatamente e volutamente modificate per farlo divenire un caprio espiatorio”. Belli è  il meccanico che per primo fu accusato dell’omicidio di Serena, per molti il primo depistaggio di una storia che non lesina colpi di scena dai risvolti inquietanti come la sparizione di parti del corpo della vittima.

“Serena Mollicone è stata uccisa nella caserma di Arce, con una spinta contro una porta, data la riscontrata perfetta compatibilità tra le lesioni riportate dalla vittima e la rottura di una porta collocata in caserma”. Così il procuratore di Cassino, Luciano d’Emmanuele, facendo il punto sull’indagine per l’omicidio di Serena Mollicone, sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio per cinque persone: l’ex maresciallo dei carabinieri di Arce, la moglie e il figlio, e due carabinieri

La 18enne di Arce fu uccisa il primo giugno del 2001. È stata inoltre accertata la perfetta compatibilità tra i microframmenti rinvenuti sul nastro adesivo che avvolgeva il capo della vittima ed il legno della suddetta porta, così come con il coperchio di una caldaia della caserma”, aggiunge il procuratore di Cassino.

Il padre di Serena, Guglielmo Mollicone (nella foto) è morto il 31 maggio 2020 all’ospedale Spaziani di Frosinone dove era in coma dal 27 novembre 2019 in seguito a un infarto. Pochi giorni prima aveva detto la sua a proposito delle udienze preliminari per il processo sull’omicidio della figlia, spiegando che “l’udienza è un punto di partenza per la ricerca della verità. Sono un credente e sono convinto che Serena è sempre accanto a me e mi dà forza, mi dà fiducia, mi dà coraggio“.