Anche domani Giletti andrà in onda da Odessa: “Racconteremo la verità sul Reggimento Azov”

Giletti Odessa

Massimo Giletti in diretta dal centro di Odessa: domani, domenica 3 aprile, una nuova puntata di “Non è l’Arena” dall’Ucraina per continuare a raccontare da vicino la guerra con immagini esclusive, testimonianze dirette e collegamenti con gli inviati dagli altri fronti del conflitto, dalle 21.15 su La7.

Nel corso del programma Giletti intervisterà Walter Veltroni che, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro ambientato nella Roma del 1943, parlerà degli orrori delle guerre e dell’attuale conflitto. Tra i temi che si affronteranno anche quello delle sanzioni: hanno davvero cambiato la vita dei Russi? Lo scopriremo con un racconto da Mosca. Da dove poi c’è anche chi fugge per il solo fatto di essersi opposto al regime di Putin. Immagini che parleranno più delle parole. Prosegue l’approfondimento sulla più stretta attualità riguardante la guerra con reportage dalle zone più calde dell’Ucraina e l’analisi sulle radici lontane del conflitto: la ferita del Donbass. Cos’è oggi il Reggimento Azov? E da chi è formato? Mentre dal lato russo chi combatte con le forze separatiste del Donbass? Infine un confronto tra le strategie comunicative di Zelensky e Putin e la guerra dei media.

Tanti gli ospiti che interverranno durante la serata: Walter Veltroni, Giorgio Cremaschi, Tommaso Cerno, Fabiola D’Aliesio, Alessandro Sallusti, Katerina Nesterenko, Vladislav Maistrouck, Alexeij Bobrosky, Sandra Amurri, Luca Telese, Antonio Torrembini, Alan Friedman, Alfredo Iorio, Iulik e Vittorio Nicola Rangeloni.

Giletti da Odessa racconta il dramma della guerra

”Abbiamo scelto di venire da queste parti perché questa è l’ultima città che resiste. Il confine tra il fronte russo e il fronte ucraino è molto vicino qui, questa città fa da baluardo a Odessa, dista circa 120 chilometri da questa città”. E’ quanto ha raccontato Massimo Giletti intervenuto in diretta da Mykolaiv, in Ucraina, a ‘Non stop news’ su Rtl 102.5. ”Pochi giorni fa è stato fatto l’attentato al governatore di questa zona – ha detto – uno Zelensky due, un personaggio di origini coreane che attraverso i social ha spinto tantissimo il popolo ucraino a combattere e a resistere. Era quindi un simbolo che andava eliminato”.

”Per sua fortuna, da come mi ha raccontato al telefono, è riuscito a sfuggire da questo attentato – ha spiegato il giornalista – Ieri mentre siamo andati verso Kherson, altro punto occupato dai russi, sono arrivati molti colpi di artiglieria e mortaio e quindi abbiamo scelto di tornare indietro. Siamo entrati nelle trincee perché questa è una strana guerra, è una guerra molto di trincea. Quello che ho visto dentro le trincee somiglia ai racconti che faceva mio nonno della prima guerra mondiale”.