Abusi e sodomia sui chierichetti del Papa: al via il processo in Vaticano
È iniziato questa mattina in Vaticano il processo per i presunti abusi al pre-seminario Pio X, a due passi dal Vaticano. I ragazzi, da tradizione prestano il servizio liturgico cnella basilica di San Pietro. Sono conosciuti perciò come “i chierichetti del Papa”.
Rinviati a giudizio, l’allora rettore don Enrico Radice, accusato di favoreggiamento, e don Gabriele Martinelli, accusato di abusi sessuali ai danni di un giovane chierichetto ospite del preseminario. La prima udienza è durata appena otto minuti: alle 9.37 è iniziata e si è conclusa alle 9.45. E’ stata riaggiornata a martedì prossimo ma il presidente Pignatone ha chiarito da subito che “questo Tribunale vuole dare il maggiore spazio possibile alla difesa”.
Gli imputati nel processo per presunti abusi ai chierichetti del Papa sono difesi da due donne. Don Gabriele Martinelli è arrivato per primo, stava seduto con le braccia conserte. Vestito con una polo nera a mezze maniche e un maglioncino sulle spalle. Don Enrico Radice, allora rettore del Preseminario, si è presentato in abito da religioso. In Aula erano presenti tredici persone, mantenuti i distanziamenti anti contagio, tutti indossavano la mascherina (a partire dal presidente Pignatone), all’ingresso veniva misurata la temperatura col termoscanner. Gli imputati sono difesi da due donne: Rita Claudia Baffioni per Martinelli; Agnese Camilli Carissimi per Radice.
Don Martinelli accusato di sodomia
A inizio udienza sono stati letti i capi di imputazione. “Don Martinelli, nato il 9 agosto del 1992 (28 anni), residente a Como, è accusato di aver usato violenza e minaccia, abusando della sua autorità e approfittando delle relazioni di fiducia in qualità di frequentatore anziano del pre-Seminario. Tutore e coordinatore delle attività dei seminaristi, ha costretto L.G. (nato il 18 maggio del 1993) a subire rapporti carnali, atti di sodomia, masturbazione su se stesso e sul ragazzo, in diversi tempi e luoghi nello Stato della Città del Vaticano. Le violenze sono avvenute dal 2007 al 2012. Sia Martinelli che la vittima erano all’epoca minorenni”. Il 29 luglio 2019 è stato notificato il rinvio a giudizio.
Don Radice, nato nel 1949, residente a Como, “ha violato il canone 79. 225 del Codice penale. E’ accusato di avere più volte come rettore, in tempi e luoghi diversi, in Italia e anche all’estero, aiutato Martinelli ad eludere le investigazioni, dopo reati di violenza carnale e libidine. Il 3 ottobre 2013 ha inviato una lettera al vescovo di Como, Diego Attilio Coletti, in cui contraddiceva la denuncia di L.G. contro Martinelli, parlando di “fumus persecutionis”. Ha poi inviato una falsa lettera a nome del vescovo, su carta intestata della Diocesi di Como, in cui annunciava l’imminente ordinazione sacerdotale di Martinelli. La lettera è stata disconosciuta dal vescovo.Nel 2018, durante un interrogatorio con i pm vaticani, Radice ha sostenuto con certezza assoluta di non essere a conoscenza di atti omosessuali o di libidine nel pre-Seminario di cui era rettore. Ha così intralciato le indagini”.
Gli avvocati hanno già depositato le ammissioni di prova. Oggi non hanno presentato istanze. Il presidente Pignatone ha quindi chiesto all’avvocato di Radice di “decifrare meglio i temi di prova entro venerdì. Questo Tribunale vuole dare il maggiore spazio possibile alla difesa”. Quindi l’udienza è stata aggiornata a martedì 27 ottobre alle 14 per lo scioglimento della riserva delle prove e l’interrogatorio degli imputati.
Chi sono i chierichetti del Papa
Paolo VI, nel 1971, concesse come sede al Preseminario il palazzo San Carlo, a pochi metri dalla casa Santa Marta. Il Preseminario ospita ragazzi della scuola media e del ginnasio-liceo che vogliono capire se il Signore li chiama al sacerdozio. Essi frequentano l’istituto Sant’Apollinare, che ha sede nel seminario romano minore e prestano il servizio liturgico come ministranti nella basilica di San Pietro. Sono conosciuti perciò come “i chierichetti del Papa”. Don Folci morì nel 1963, dopo aver desiderato, fino all’ultimo, unicamente sacerdoti e laici santi.