Acca Larentia noi non la dimentichiamo. E lasciateci in pace

Quei tre ragazzi non riuscirete a farceli dimenticare mai perché Acca Larentia non smette di sanguinare nei nostri cuori.

Franco Bigonzetti – che era anche mio compagno di scuola – Francesco Ciavatta – amico e camerata come si poteva dire un tempo – Stefano Recchioni – attivista della Colle Oppio – sarebbero ancora in vita oggi, 43 anni dopo. Ma un commando assassino  stroncò la vita ai primi due, al terzo ci pensò un carabiniere.

Acca Larentia è un simbolo. Per tutti noi

Quelle vite si spensero nel pieno degli anni di piombo, davanti a quella che poi diventò la sezione martire. Che andrebbe rispettata da tutti per il sangue versato. È un simbolo per tutti noi.

E invece nelle settimane scorso girò persino una storia incredibile, che per fortuna pare ridimensionata. Sulla scia dell’antifascismo fuori stagione di Virginia Raggi, si è data da fare anche la scissionista grillinaMonica Lozzi, che solo per un colpo di fortuna di trovò paracadutata alla presidenza del settimo municipio nel 2016.

Ebbene, questa donna non ha trovato meglio di fare che inserire la sede di via Acca Larentia nell’elenco degli immobili da sgomberare.

Ora, si mettano bene in testa una cosa. In quella sede non c’è spazio per altro che non il ricordo di quei ragazzi. Certo, a volte c’è chi arriva a litigare sulla “titolarità” della commemorazione, ma in fondo sono fatti di un’area politica (e magari dovrebbe comprenderlo soprattutto chi nel Msi non c’era o lo avversava e in quella sezione non mise mai piede a differenza nostra).

Quella sede non la può toccare nessuno

Ma che possa venire in testa a qualcuno un’azione di forza pare incredibile. Anche se – va detto – che ci sono rappresentanti istituzionali con la testa sulle spalle che non intendono provocare un autentico casino in città al solo pensare ad un’offesa del genere.

Perché – è presto detto – si mobiliterebbero tutti. Da tutta Italia. Quel quartiere, permettecelo, semmai diventerebbe zona nera popolata di ventenni come ultrassessantenni. La memoria di una strage non si cancella con inutili prove di forza.

Oggi è 7 gennaio e non sarà un caso se quel ricordo permane a vita.

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