Acea, Fabrizio Palermo pronto a ‘mollare’ Gualtieri (e l’inceneritore): Roma ‘appesa’ alle decisioni di Monte dei Paschi di Siena
La poltrona più ambita di Acea, quella da Amministratore Delegato, resterà ‘traballante’ almeno fino al prossimo 15 aprile perché Fabrizio Palermo starebbe sul punto di ‘abbandonare’ la guida della municipalizzata dell’acqua di Roma. L’ormai quasi ex amministratore delegato della multiutility romana dal 2022, starebbe per approdare presso Monte dei Paschi, sempre con la carica di Amministratore Delegato, con voto dei soci fissato per il 15 aprile. Per Roma significa una cosa precisa: il manager che ha guidato e accompagnato la fase più ambiziosa sui rifiuti dell’era Gualtieri in Acea si avvierebbe a lasciare il tavolo proprio nel passaggio più delicato.
Il dossier dell’inceneritore di Santa Palomba resta tutto politico
Il cuore della vicenda è l’inceneritore Acea di Roma previsto in località Santa Palomba, nel cuore del IX Municipio e a ridosso dei comuni di Albano Laziale, Pomezia, Ardea, Ariccia e Castel Gandolfo. Il ‘termovalorizzatore’ fortemente voluto dal sindaco e commissario per il Giubileo, Roberto Gualtieri, è il perno della sua strategia per rivolvere la presunta crisi dei rifiuti di Roma.
Un impianto da circa 600mila tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati, affidato nel maggio 2025 al raggruppamento guidato da Acea Ambiente e rafforzato a gennaio 2026 con l’ok della Conferenza dei Servizi. Per questo l’ addio di Palermo (fortemente ventilato sui giornali del settore bancario e azionario) pesa più del ricambio manageriale: tocca il baricentro politico dell’intera operazione politica di Gualtieri.
L’opposizione interna e esterna prova a logorare Gualtieri nei tribunali
Attorno all’impianto, infatti, si è consolidato proprio in questi ultimi mesi e settimane, un fronte territoriale che non arretra. Un fronte istituzionale e territoriale. Comitati, associazioni e amministrazioni dell’area sud e dei Castelli Romani stanno spingendo il conflitto fuori dal solo terreno politico e dentro quello giudiziario.
Negli ultimi giorni, sono stati rilanciati nuovi ricorsi al Tar, mentre sul territorio si sono viste nuove mobilitazioni pubbliche. Pomezia, Ardea, Ariccia, Nemi, Genzano e Castel Gandolfo risultano tra i Comuni che hanno portato il contenzioso davanti ai giudici amministrativi. È qui che il dossier Acea incrocia l’opposizione vera: non in aula consiliare, ma nelle carte giudiziarie e nelle piazze. Proprio mentre Gualtieri prova a consolidare attorno a se una maggioranza in vista della sua possibile ricandidatura.
Per il Campidoglio è un problema di tenuta, non solo di immagine
Da questo punto di vista, il passaggio di Palermo apre una questione che è anzitutto politica. Gualtieri difende l’inceneritore come scelta strategica per chiudere il ciclo dei rifiuti. Ma sta per perdere il manager che ha rappresentato la sponda industriale del progetto nel momento in cui il procedimento entra nella sua stagione più contesa. Non significa che il piano si fermi. Ma significa che il sindaco affronta la fase più dura con una copertura diversa,, meno personale e più esposta alle pressioni esterne.
Sabato come linea della continuità
In questo quadro, per la successione post-Palermo spicca il nome di Tommaso Sabato, manager interno. Oggi Sabato è uno dei manager interni più solidi del gruppo, con un profilo già legato ad Acea Ambiente, oltre che ad Acea Acqua e Areti. Le indiscrezioni degli ultimi giorni lo hanno collocato tra i candidati più vicini alla soluzione interna.
Secondo una fonte riservata, il primo faccia a faccia del CDA di Acea per il post Palermo avrebbe avuto luogo – il condizionale è d’obbligo – già sabato scorso, presso l’ultimo piano della storica sede Acea di piazzale Ostiense. Ma non si sarebbe concretizzata una maggioranza. La decisione ultima per il post Palermo, da parte del CDA, sarebbe stata quella di rinviare il voto del successore al post 15 aprile. In attesa delle decisioni ultime e definitive di Monte dei Paschi di Siena. In pratica, Roma e Acea resteranno ‘appese’ alle decisioni di Monte dei Paschi di Siena fino al 15 aprile, per più di due settimane.
Una cosa è certa: il capo di Acea starebbe per abbandonare la nave, proprio mentre sull’inceneritore di Santa Palomba comincia la battaglia più insidiosa e lunga. Una battaglia giudiziaria, mediatica e territoriale che rischia di trasformarsi, per Gualtieri, in un vera e propria punta dell’iceberg in stile Titanic.