Addio a Ileana Argentin, le condoglianze di Aurigemma (Regione Lazio): “Una combattente gentile”
La scomparsa di Ileana Argentin lascia un vuoto profondo nella politica romana e nazionale. Donna di straordinario valore umano e civile, Argentin ha trasformato la propria esperienza personale in una missione pubblica, facendo dell’inclusione e della dignità delle persone con disabilità il perno di un impegno lungo e coerente. Il suo nome resta indissolubilmente legato alle battaglie per i diritti sociali, combattute con rigore e determinazione.
Il cordoglio delle istituzioni regionali
A ricordarla con parole cariche di rispetto è Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, che ha espresso il suo più profondo cordoglio. “Con lei – ha dichiarato Aurigemma – perdiamo una donna coraggiosa, capace di trasformare la propria condizione in una missione politica a favore dei più fragili”. Un tributo che riconosce la cifra etica del suo impegno e il valore di una testimonianza mai retorica.
Gli anni al Campidoglio e la stima trasversale
Aurigemma ha richiamato con commozione gli anni condivisi tra i banchi del Consiglio Comunale di Roma (2006–2008). “Pur appartenendo a schieramenti diversi – ha sottolineato – ho potuto apprezzarne la grinta, l’onestà intellettuale e la tenacia”. Una “combattente gentile”, capace di parlare alle istituzioni con la forza della coerenza e di costruire stima oltre le appartenenze.
Un’impronta duratura nella legislazione sociale
Dall’impegno locale a quello nazionale, Argentin ha inciso su passaggi cruciali della legislazione sociale italiana, contribuendo a rafforzare tutele, consapevolezza e cultura dei diritti. Il suo lavoro in Parlamento e nei contesti istituzionali ha lasciato un’eredità concreta: norme, prassi e un metodo di ascolto che ha rimesso al centro le persone, prima delle categorie.
L’eredità morale da custodire
“La sua scomparsa – ha concluso Aurigemma – lascia un vuoto incolmabile”. Alla famiglia, ai collaboratori e a chi ha condiviso battaglie civili, l’abbraccio dell’istituzione regionale. Ma il lascito più autentico resta l’obbligo morale di proseguire quel cammino: custodire e sviluppare i diritti conquistati, affinché la politica torni a essere, come per Ileana Argentin, servizio e responsabilità.