Addio a Lanfranco D’Onofrio, il decano dei cronisti di “nera”

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È morto Lanfranco D’Onofrio, il decano dei cronisti di ‘nera’ della capitale per anni punto di riferimento dalla sala cronisti della Questura di Roma.

“È morto a 96 anni dopo una vita passata a raccontare i fattacci di nera”. Così in una nota, Stampa Romana.

“Il lavoro da giornalista lo aveva iniziato a 19 anni per L’Unità, poi era passato a Paese Sera e, in seguito, ha lavorato per Repubblica dove ha collaborato fine agli ultimi anni.

I colleghi lo chiamavano affettuosamente “L’Imperatore” e negli anni si era guadagnato la stima di poliziotti e carabinieri per la sua correttezza e professionalità.

D’Onofrio è stato testimone di tutti i più grandi gialli e avvenimenti di nera che sono avvenuti nella capitale sin dal dopoguerra e fino ai nostri giorni.

Dal giallo della morte di Wilma Montesi, alla decapitata del lago di Castel Gandolfo, dal delitto Casati Stampa, al sequestro di Aldo Moro e gli attentati degli anni di piombo, fino ad arrivare al delitto di via Poma, il giallo poi risolto dell’Olgiata, l’omicidio Marta Russo e del giuslavorista Massimo D’Antona.

Lanfranco D’Onofrio, pioniere del giornalismo d’inchiesta

Per il Sindacato Cronisti romani ha ricoperto varie cariche, per anni ne è stato tesoriere, così come per l’Unci, l’unione dei cronisti italiani.

Lascia la moglie Serena e i figli Rosangela e Andrea ai cui – conclude la nota di Stampa romana – va l’abbraccio di tutti i cronisti”.

Il caso della decapitata di Castelgandolfo

La decapitata ritrovata nel luglio del 1955 nel lago dei Castelli romani era Antonietta Longo, 30 anni, una domestica siciliana di cui era stata denunciata la scomparsa alla fine di giugno dal suo datore di lavoro, un funzionario del ministero dell’Agricoltura presso la cui famiglia la donna lavorava da una decina d’anni.

L’autopsia aveva stabilito un altro particolare macabro: alla donna – quando era ancora in vita – erano state asportate le ovaie. Un’”operazione chirurgica perfetta“, aveva stabilito il perito settore. Subito smentito da un’altra perizia: “bassa macelleria“. Quel caso, di cui Lanfranco D’Onofrio scrisse numerosi articoli, è rimasto irrisolto.