Aequa Roma, utili in crollo dell’88% tra 2018 e 2024: la Giunta tenta il rilancio della ‘Equitalia’ capitolina
Roma, la Giunta Gualtieri ha avviato il rilancio di Aequa Roma, la società capitolina che si occupa di fornire supporto alla Capitale in materia di riscossioni di tributi, multe, tasse e, più in generale, di servizi collegati alla riscossione per conto del Campidoglio di compensi non pagati. Il 5 marzo la Giunta ha approvato difatti il Piano gestionale annuale 2026 della sua municipalizzata. Nel pacchetto ci sono la selezione pubblica urgente di un nuovo direttore generale, il riassetto della struttura interna, con l’istituzione di 5 nuove posizioni dirigenziali e 4 posizione di dirigenti-quadri, oltre al reclutamento di 5 nuovi dipendenti per analisi e informatica. Tra le novità, la Giunta ha avviato anche la riduzione dello smart working a un solo giorno a settimana e l’avvio di primi investimenti per una nuova ‘architettura digitale’ al servizio delle entrate capitoline.
Nel testo della delibera si legge anche che il direttore generale dovrà guidare l’azienda “riassorbendo le deleghe attribuite all’Amministratore Delegato”, la cui funzione quindi verrà ‘pensionata’. Il messaggio è chiaro: il Campidoglio vuole cambiare la cabina di regia della società perchè evidentemente qualcosa non va.
Utili in crollo, per la società pubblica che riscuote i tributi per conto del Campidoglio
A ben vedere, il problema è che questo rilancio parte proprio mentre gli utili di Aequa Roma si sono assottigliati in modo netto. I dati ufficiali pubblicati dal comune di Roma mostrano che Aequa Roma è passata da 1.650.921 euro di utile nel 2018 (durante il mandato dell’ex sindaca Raggi) a soli 200.809 euro nel 2024.
In mezzo ci sono 1.490.640 euro nel 2019, 1.229.582 nel 2020, 1.070.383 nel 2021. Poi il brusco ridimensionamento a 181.466 euro nel 2022, con l’avvento della Giunta Gualtieri. Un piccolo recupero a 319.999 nel 2023 e una nuova e profonda discesa nel 2024. Nel complesso, tra 2018 e 2024, il calo è di circa l’87,8%.

Una scommessa politica
La scelta della Giunta è politica prima ancora che amministrativa. Roma non mette in discussione Aequa Roma. Fa l’opposto. Decide di tentare di rafforzarla, cambiarne i vertici, allargarne il perimetro operativo e investire sulla macchina interna. Il Campidoglio scommette sul fatto che più dirigenti, più tecnologia e una struttura più centralizzata possano rendere la società più efficace nel gestire entrate e servizi fiscali.

Il nodo dei conti
Resta però il punto decisivo. Aequa Roma continua a chiudere i bilanci in utile, ma molto meno di prima. I margini di guadagno sono infinitesimali, se si pensa alla mole di danaro pubblcio che ‘maneggia’ ogni anno questa municipalizzata, il cui scopo è recuperare soldi per conto del campidoglio.
Ed è su questo che si misurerà il rilancio. Perché il segnale dato dalla Giunta è forte, ma ora servono risultati, e utili in fortissimo aumento. Più che una ripartenza, è una prova politica: dimostrare che la “Equitalia” capitolina può cambiare pelle senza restare schiacciata da conti sempre più magri.