Ai Castelli Romani partono tre nuove Case Comunità: Rocca in visita a Genzano, Ariccia e Ciampino
Castelli Romani, la sanità territoriale prova a fare un passo concreto e visibile nella Asl Roma 6. Con l’inaugurazione delle nuove Case della Comunità di Ariccia, Genzano e Ciampino, la Regione Lazio e l’azienda sanitaria mettono in campo un modello che punta a spostare il baricentro dell’assistenza più vicino ai cittadini. Non solo nuove targhe o tagli del nastro, dunque, ma sedi che dovranno diventare punti di accesso stabili per visite, esami, orientamento sanitario e presa in carico quotidiana. A fare visita nei tre comuni castellani il governatore del Lazio, Francesco Rocca.
Un cambio di passo nella sanità di prossimità
La novità più rilevante non è soltanto l’apertura di tre strutture, ma il tipo di risposta che queste sedi promettono di offrire. L’idea è semplice: ridurre la distanza tra paziente e servizi, alleggerire la pressione sugli ospedali e concentrare in un unico luogo prestazioni essenziali come CUP, centro prelievi, ambulatori specialistici, diagnostica, telemedicina e assistenza infermieristica. È la sanità di prossimità che prova a tradursi in organizzazione quotidiana, soprattutto in territori dove la domanda di cure è cresciuta e si è fatta più complessa.
Ariccia, lo Spolverini torna ad essere un presidio vivo
Ad Ariccia il progetto prende forma dentro l’ex ospedale Spolverini, struttura storica che per anni ha rappresentato un riferimento per la sanità locale. Oggi quello spazio viene rilanciato con funzioni rinnovate: oltre ai servizi amministrativi e ambulatoriali, trovano posto il Punto Unico di Accesso, l’ambulatorio infermieristico, l’Unità di continuità assistenziale e l’Infermiere di famiglia e di comunità. Un elemento non secondario è la presenza nella stessa sede di tutti i medici di medicina generale del territorio cittadino, scelta che rafforza il legame diretto con la popolazione.
Genzano, l’ex De Santis riparte dopo la chiusura
A Genzano il segnale è anche simbolico. L’ex ospedale De Santis, chiuso nel 2018, viene restituito al territorio con una nuova funzione sanitaria e sociosanitaria. In questo caso il valore dell’intervento sta nella riconversione di un luogo identitario, riportato dentro il circuito dei servizi pubblici. Nella nuova Casa della Comunità sono attivi CUP, centro prelievi, specialistica, diagnostica, telemedicina, Punto Unico di Accesso e ambulatorio infermieristico, con la presenza dei medici di medicina generale. Nella stessa sede è inoltre previsto un Ospedale di Comunità in fase di completamento.
Ciampino, risposta a una città che cresce
Diverso il quadro di Ciampino, dove la Casa della Comunità nasce nella sede del Distretto sanitario di via Mario Calò, già cuore dei servizi territoriali. Qui il tema centrale è la crescita della città e la necessità di ampliare l’offerta sanitaria per una popolazione sempre più numerosa. La struttura integra CUP, centro prelievi, ambulatori specialistici, diagnostica, servizi sociali, Punto Unico di Accesso, assistenza infermieristica, continuità assistenziale e Infermiere di famiglia e di comunità. In altre parole, un presidio pensato per accompagnare bisogni sanitari e sociali insieme.
Servizi più vicini, ma la sfida è farli funzionare
Il punto vero, ora, sarà rendere queste strutture pienamente operative e riconoscibili dai cittadini. La sanità territoriale funziona se i servizi sono accessibili, continui e dotati di personale sufficiente. In questo senso pesa l’annuncio del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha parlato di 370 nuove assunzioni autorizzate per la Asl Roma 6, con l’obiettivo di completare gli organici delle sedi aperte e di quelle future. Secondo il direttore generale Giovanni Profico, queste tre inaugurazioni sono soltanto l’inizio di un percorso più ampio.
Il nodo politico e amministrativo
Il messaggio politico è chiaro: investire su strutture di prossimità e riutilizzare edifici storici per costruire una rete meno ospedalocentrica. Ma il successo dell’operazione dipenderà soprattutto dalla capacità di dare continuità al progetto. Le Case della Comunità possono diventare il luogo in cui il cittadino trova una risposta più semplice e meno dispersiva ai bisogni di salute, evitando passaggi inutili e tempi più lunghi. Per Ariccia, Genzano e Ciampino l’inaugurazione rappresenta quindi soprattutto una promessa: trasformare spazi noti in servizi davvero utili, ogni giorno.