Albano, contro la discarica la protesta si sposta alla Regione

Continua la protesta dei cittadini contro la riapertura della discarica ad Albano Laziale. Più precisamente, contro il conferimento di parte dei rifiuti della Capitale nel vecchio impianto di Roncigliano. Con decine di camion dell’Ama che fanno avanti e indietro sulla Collatina. Il sito era stato chiuso nel 2016, a seguito di un incendio. Ma adesso la sindaca Raggi con una ordinanza emergenziale ha deciso di riutilizzarlo, per togliere almeno in parte la spazzatura dalle strade di Roma. Una scelta resa possibile dal fatto che la vecchia autorizzazione integrata ambientale del 2009 sia stata nel frattempo prorogata dalla Regione Lazio fino al 2023. Con una capacità residua di 250 mila tonnellate di rifiuti.

Ecco perché adesso i cittadini del comune castellano sono andati a protestare da Zingaretti. Per chiedere di revocare quella proroga. E semmai, di ricominciare daccapo l’istruttoria. Anche perché le analisi svolte nel frattempo da Arpa Lazio, hanno dimostrato che qualcosa non va nella qualità dei rifiuti conferiti. E adesso la gente del posto ha ancora più paura. Che il temuto percolato vada ad inquinare le falde acquifere che si trovano poco lontane dall’impianto.

Albano, arrivano le analisi Arpa sulla discarica. E sono dolori

I cittadini di Albano chiedono a Zingaretti di revocare l’autorizzazione ambientale

La richiesta della gente di Albano al presidente della Regione Lazio Zingaretti è chiara. Revocare l’autorizzazione ambientale, vecchia del 2009. E nel frattempo prorogata. Senza questo nulla osta, che tecnicamente si definisce AIA, non sarebbe possibile conferire alcun rifiuto nel sito di Roncigliano. La lotta degli abitanti della cittadina Castellana è ancora più serrata, dopo i risultati delle recentissime analisi condotte da Arpa Lazio. Nelle quali alcuni valori sono risultati superiori alla norma anche di quattro volte. Come per la concentrazione di zinco nella spazzatura proveniente dagli impianti della Saf. Ma anche il rifiuto trattato nello stabilimento Ama di Rocca Cencia non sarebbe completamente a norma. Mentre mancano ancora i dati relativi al Tmb di Malagrotta. Preoccupazioni anche per la cosiddetta stabilizzazione del rifiuto umido, quella che se ben fatta impedisce il percolato. Ed elimina i cattivi odori.

Insomma, sembrano essere molte le cose che non vanno. E adesso la Regione è chiamata a prendere una posizione da parte della cittadinanza. Vedremo se succederà, o se da via Cristoforo Colombo si volteranno dall’altra parte. Facendo finta di niente. Forti di quell’autorizzazione che comunque fino a un’eventuale revoca resta in vigore. Con i rifiuti di Roma che viaggiano su e giù per il territorio. In attesa di una soluzione che anche la giunta Raggi sembra non riuscire proprio a trovare.

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