Albano, i cittadini inferociti contro la spazzatura di Roma chiedono aiuto all’Arpa

Nuova protesta dei cittadini di Albano, contro la scelta della sindaca Raggi di ordinare il conferimento nel vecchio impianto di Roncigliano di parte della spazzatura di Roma. Una decisione che ha fatto infuriare sindaco e residenti della cittadina laziale, con manifestazioni quasi quotidiane. Ricorsi al TAR e presidi sul territorio. La discarica in questione in realtà è autorizzata dalla Regione, e ha ancora una capienza teorica di circa 240 mila tonnellate. Ma la preoccupazione è che i rifiuti urbani conferiti possano inquinare le vicine falde acquifere. Ecco perché ieri mattina una delegazione di un centinaio di cittadini e’ venuta a Roma, in via Saredo. Per manifestare davanti alla sede dell’Arpa Lazio, deputata ai controlli e ai monitoraggi ambientali. La gente chiede di sapere cosa viene effettivamente portato ad Albano, e di conoscere i codici che identificano i rifiuti su ciascun camion. Giusto, anche se la stessa Arpa ha fatto sapere di essere al lavoro. Ma con poco personale, per vecchi problemi di sotto organico. Così gli esiti delle analisi sui campioni prelevati ritardano. E la popolazione è sempre più preoccupata.

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La rabbia della gente di Albano

“Non siamo soddisfatti delle verifiche che si stanno effettuando. In queste settimane è stato fatto un prelievo su un solo Tir, proveniente da un TMB di Frosinone. E non ci risulta sia stato ancora controllato nessun camion in arrivo dagli impianti TMB di Rocca Cencia e Malagrotta” ha spiegato Loredana Longo. Una delle attiviste presenti sotto la sede dell’Arpa.

“Stiamo ancora aspettando i risultati dell’unico codice CER analizzato”. E senza dati – hanno spiegato gli attivisti– diventa difficile anche giocare la carta dell’emergenza sanitaria che potrebbe essere impiegata dal Sindaco di Albano per chiudere, con un’ordinanza, la discarica fatta aprire da Virginia Raggi.

“I controlli che si stanno facendo sono di routine – ha spiegato Loredana Longo -. Invece noi vogliamo che Arpa li faccia sui tir in arrivo da Roma e su tutti ed undici i pozzi presenti. Per verificare le falde acquifere” visto che già in passato, dopo l’incendio del 2016 al TMB collegato alla discarica, era risultata la presenza di numerosi inquinanti. Ad Arpa, la delegazione dei cittadini che è stata ricevuta in via Saredo, ha chiesto proprio questo. “Ci hanno risposto che faranno il possibile, perché sono sotto organico”. Intanto la mobilitazione non si ferma. Perché le rassicurazioni ottenute, per gli abitanti del comune castellano non sono sufficienti.

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