Alessandro Borghi, Stefano Accorsi e Emanuela Fanelli a Roma per la nuova serie tv Rai ‘Peccato’: dove e quando

Da sinistra Borghi, Fanelli e Accorsi

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Il centro storico di Roma si prepara a cambiare pelle per un giorno: giovedì 29 gennaio 2026 le strade del Rione Monti ospiteranno le riprese della nuova serie RaiPeccato”, con Alessandro Borghi, Stefano Accorsi ed Emanuela Fanelli tra i volti più attesi sul set. L’area coinvolta è una delle più cinematografiche della città, un triangolo di vicoli e salite che sembra nato per la macchina da presa: Via degli Ibernesi, Via Baccina e un tratto di Via Panisperna.

Le strade interessate: il perimetro delle riprese

La produzione lavorerà in punti precisi e già tracciati. In Via degli Ibernesi il set occuperà il tratto compreso tra Piazza del Grillo e Via Baccina, una lingua di sampietrini che scorre tra scorci improvvisi e silenzi densi, quasi “da noir”. In Via Baccina le riprese si estenderanno dal civico 14 fino all’incrocio con Via Tor de’ Conti, mentre in Via Panisperna sarà coinvolto un segmento di circa 50 metri a partire da Largo Magnanapoli, con spazio riservato anche a piccoli mezzi tecnici.

Divieti di sosta h24 e rimozioni: cosa cambia per chi vive lì

Per permettere la logistica del set, nell’intera giornata del 29 gennaio scatteranno divieti di sosta attivi 0-24 con zona rimozione nelle aree indicate. Non è una “chiusura totale” del quartiere, ma un intervento mirato: l’obiettivo è liberare carreggiate e bordi strada per mezzi, attrezzature e sicurezza operativa. La produzione dovrà garantire l’accesso ai civici e ai passi carrabili, e ripristinare rapidamente la normale transitabilità al termine delle riprese. Il quartiere, insomma, continuerà a respirare — ma con addosso il ritmo controllato di un set.

Perché Monti è perfetto per “Peccato”

Monti è Roma quando smette di essere cartolina e torna materia viva: ombre nette, vicoli stretti, piazzette che sembrano quinte teatrali. È il luogo ideale per una serie che — già dal titolo — promette atmosfere ambigue, emotive, tagliate con una lama sottile tra confessione e finzione. Qui ogni angolo può diventare una scena: un portone in controluce, una salita che costringe i personaggi a “sudare” il dialogo, un cortile che trattiene voci. Non è solo un quartiere: è un dispositivo narrativo.

Il cast: tre protagonisti, tre tipi di magnetismo

Il richiamo è anche nei nomi. Emanuela Fanelli è ormai una presenza capace di spostare l’attenzione: ironica senza essere leggera, intensa senza esibire la gravità. Stefano Accorsi aggiunge quella solidità da grande racconto italiano, l’attore che regge il primo piano e il sottotesto insieme. Alessandro Borghi, invece, porta inquietudine e fascino ruvido: uno di quelli che non “recitano” la fragilità, la fanno accadere. Tre energie diverse, messe in collisione nello stesso progetto: un mix che, sulla carta, suona già come una promessa.

Che serie sarà “Peccato”: un racconto che gioca con la realtà

“Peccato” non punta a essere l’ennesima storia lineare. Il progetto si muove sul terreno del mockumentary, quella forma che imita il documentario ma lo usa per costruire un mistero, un ribaltamento, un dubbio costante: cosa è vero e cosa è recitato? Il tono, più che urlare, sembra destinato a insinuarsi. Il tipo di serie che non ti prende per il bavero, ma ti resta addosso quando spegni lo schermo.

Come assistere senza disturbare: l’arte di “guardare da fuori”

Se volete respirare l’atmosfera delle riprese, il consiglio è uno: andate a piedi e trattate Monti come una passeggiata, non come una caccia al selfie. Il bello del set non è “rubare” una scena, ma cogliere quel momento sospeso in cui Roma cambia suono: passi più lenti, voci più basse, un assistente che fa cenno di aspettare, una strada che improvvisamente sembra un film. E spesso, in quei secondi di silenzio, si capisce davvero perché il cinema — qui — non è mai un evento: è una seconda natura.