Alfredino, ieri 40 anni dalla tragica morte del bimbo a Vermicino che sconvolse l’Italia

Era il 10 giugno del 1981. Quando il piccolo Alfredino Rampi in vacanza a Selvotta, una piccola frazione di Vermicino a pochi chilometri da Roma, otteneva il permesso dal papà Ferdinando di tornare a casa da solo. Attraversando un breve tratto di campagna. Ma alla sua abitazione, il piccolo non sarebbe mai tornato. Apparentemente il percorso era senza pericoli, nessuna imprudenza da parte dei genitori. Ma lungo il percorso si celava un maledetto pozzo. Non visibile, in parte coperto. Dentro al quale Alfredino è scivolato. Chi non è più giovanissimo si ricorda perfettamente di quella tragedia. Della disperazione composta della mamma Franca. Dei soccorsi disperati, che durarono per giorni. Della diretta televisiva con tutta la Nazione che faceva il tifo per quello sfortunato bambino. Che tratteneva il fiato. Che sperava in un lieto fine. Purtroppo mai arrivato.

L’eroismo dei soccorritori di Alfredino. Ma fu tutto inutile

L’eroismo e la dedizione dei soccorritori di Alfredino fu incredibile. Così ci ricordiamo del brigadiere Giorgio Serranti. Che qualche ora dopo fu il primo a sentire dei flebili lamenti che salivano dal pozzo. E a lanciare l’allarme. Del Vigile del Fioco Nando Broglio, che con un megafono parlava al bambino. Per non farlo sentire solo. E per tenerlo sveglio. Anche l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini si recò sul posto. Per esprimere parole di conforto. E venne calato addirittura un contorsionista. Che riuscì solo a sfiorare la mano del piccolo. Poi, la scelta di scavare un pozzo parallelo. Per raggiungere quel corpicino. Che invece a causa dello scavo, sprofondo’ ancora più giù. A 60 metri. Fino a che il 13 giugno, una sonda calata in quell’abisso ne certifico’ la morte. Solo l’11 luglio tre squadre di minatori riuscirono a raggiungere Alfredino. E a restituire il corpo ai genitori. Che diedero l’estremo saluto al loro bambino il 17 luglio, nella Basilica di S. Lorenzo.

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Il ricordo del piccolo sabato prossimo all’Auditorium della Conciliazione

“Il Centro Rampi nacque il 20 giugno 1981, pochissimi gironi dopo l’evento di Vermicino. E dopo pochissimi giorni la signora Rampi lanciò ai cittadini un appello: cosa possiamo fare per far sì che incidenti simili non possano accadere più? La risposta fu immediata e di tanti – ha detto Rita Di Iorio, presidentessa del centro -. Insieme in 40 anni abbiamo raggiunto tantissimi cittadini, ragazzi, insegnanti e operatori del soccorso per portare avanti il nostro progetto. Aumentare la cultura della sicurezza, educare, partendo dai più piccoli, ai rischi di ogni livello”.

“Raccontare 40 anni non è facile – ha concluso Di Iorio -. Ma per noi significa avere raggiunto un traguardo importante. Perché tutto quello che abbiamo raggiunto lo abbiamo raggiunto insieme a tanti altri, ed è lo spirito della protezione civile”. E proprio il 12 giugno ad Alfredo Rampi verrà dedicata una giornata ricca di iniziative: “Più in là – Oltre la resa” inizia sabato mattina all’Auditorium della Conciliazione alla presenza dei coniugi Rampi. Un nome che “è un omaggio a un verso di Montale – ha ricordato Daniele Biondo, psicologo delle emergenze del Centro Alfredo Rampi -. Che celebra la potente ripresa della vita dopo una tempesta e un messaggio per ricordare che si può andare oltre il trauma e il dolore”.

E alla tragedia di Vermicino è dedicata anche una serie Tv, che andrà in onda su Sky la sera di domani, venerdì 12 giugno.

Dramma di Vermicino: il caso di Alfredino Rampi diventa una serie tv su Sky

 

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