Allarme terrorismo a Roma, cambia la lista degli obiettivi sensibili: stretta del Viminale

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Nel giro di poche ore, il centro di Roma è stato attraversato da un susseguirsi di allarmi: due telefonate anonime e due oggetti abbandonati, con interventi di artificieri, transennamenti e chiusure temporanee tra l’area di piazza Venezia, largo Chigi e i dintorni di Palazzo Grazioli. Episodi che, pur rientrando spesso nell’ambito delle “verifiche a scopo precauzionale”, hanno un impatto immediato su mobilità, turismo e quotidianità. E che spingono le autorità a non sottovalutare il quadro.

Dalla vigilanza dei luoghi al controllo delle persone che li frequentano

Il cambio di passo annunciato riguarda soprattutto Roma: dei circa 28 mila obiettivi sensibili censiti in Italia, oltre 4.400 sono nella Capitale. Finora il modello ha puntato molto sul presidio esterno e sulla sorveglianza fissa. La nuova impostazione, invece, mira ad “allargare” il perimetro dalla struttura alle persone: dipendenti, collaboratori, fornitori e ospiti. In altre parole, non solo protezione del sito, ma gestione della filiera degli accessi e dei flussi in entrata e in uscita, con un impiego di risorse inevitabilmente più ampio.

Circolare in arrivo: ricognizione degli obiettivi e riunioni più frequenti

Le nuove disposizioni dovrebbero essere formalizzate a breve con una circolare del Viminale, dopo le valutazioni del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Parallelamente è già partita l’attività di aggiornamento della “mappa” degli obiettivi sul territorio, ricognizione che diventerà più serrata. A intensificarsi saranno anche le riunioni del CASA, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, che incrocia informazioni da più fonti per restituire un quadro operativo alle forze dell’ordine.

Marzo a Roma: cortei, appuntamenti pubblici e innalzamento del dispositivo

Il rafforzamento dei controlli si intreccia con un calendario di manifestazioni e cortei previsti nel mese di marzo, che a Roma significa gestione di grandi numeri in spazi ad alta densità: assi istituzionali, aree turistiche, snodi del trasporto. La logica è chiara: quando aumentano eventi e presenze, aumenta anche la necessità di prevenire vulnerabilità, coordinando Questura, Prefettura e reparti sul territorio con misure calibrate su luogo, orario e partecipazione attesa.

Diplomazie, luoghi di culto e tecnologia: la sicurezza tra IA e “lupi solitari”

In cima alle priorità restano sedi diplomatiche e rappresentanze, in particolare quelle legate a Stati Uniti e Israele, oltre a scuole americane e centri ebraici e islamici. Ma l’elenco romano comprende anche palazzi istituzionali, siti culturali, attrazioni turistiche e attività commerciali ad alta affluenza. Il nuovo sistema punta molto su videosorveglianza e strumenti di analisi, inclusa l’intelligenza artificiale applicata alla sicurezza. Nel quadro descritto, non emergono minacce specifiche: l’attenzione è soprattutto verso iniziative individuali, i cosiddetti “cani sciolti”, talvolta auto-radicalizzati.