Allarme truffe agli anziani alle porte di Roma: sventato il raggiro del finto carabiniere

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Ad Artena torna al centro dell’attenzione il pericolo della truffa del finto carabiniere, uno dei raggiri più insidiosi ai danni delle persone anziane. Questa volta, però, il colpo è saltato. Una donna di 64 anni, residente in paese, ha capito che qualcosa non tornava mentre al telefono un uomo, con tono sicuro e autoritario, si presentava come appartenente all’Arma. Le raccontava che l’auto del marito era stata coinvolta in una rapina a Colleferro e che serviva controllare subito i gioielli di casa.

Il sangue freddo che evita il peggio

La richiesta era precisa: raccogliere tutti i preziosi e consegnarli a un presunto incaricato che sarebbe arrivato di lì a poco per verificarli. Un copione studiato per mettere fretta e confondere la vittima. Ma la donna non si è lasciata travolgere dal panico. Invece di aprire la porta, ha telefonato ai veri Carabinieri della Stazione di Artena. È stata una scelta decisiva, perché mentre la chiamata era ancora in corso i due complici erano già arrivati sotto casa, pronti a entrare in azione.

Il blitz e il tentativo di fuga

L’intervento dei militari è scattato in tempo reale. Un Carabiniere dell’Aliquota Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile di Colleferro, in abiti civili, è riuscito a sorprendere i due sospettati sul posto. Secondo la ricostruzione, il 18enne faceva da palo all’esterno, mentre il complice minorenne era entrato nell’abitazione per completare la truffa. Quando si sono accorti di essere stati scoperti, hanno tentato di fuggire, causando lievi lesioni alla donna. La fuga, però, è durata pochissimo: entrambi sono stati fermati e identificati.

La misura cautelare e il lavoro di prevenzione

Nei giorni scorsi i Carabinieri del NORM di Colleferro, insieme ai colleghi della Stazione di Napoli Secondigliano, hanno notificato a un 18enne campano la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Napoli. Il provvedimento è stato disposto dal GIP del Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura, con accuse che comprendono truffa aggravata, lesioni personali e sostituzione di persona. La vicenda conferma quanto sia importante la prevenzione: da mesi i militari incontrano cittadini, anziani e famiglie in uffici postali, parrocchie e centri di ritrovo per spiegare come difendersi.

La regola da ricordare sempre

Il caso di Artena lascia un messaggio molto chiaro: davanti a telefonate sospette, richieste urgenti di denaro o gioielli e persone che si presentano alla porta con false qualifiche, bisogna fermarsi subito e chiamare il 112. Nessun vero appartenente alle forze dell’ordine chiede di consegnare beni di valore per controlli improvvisi. In questa storia, la lucidità della vittima e la rapidità dell’intervento hanno evitato conseguenze peggiori. Ed è proprio qui che si vede quanto l’informazione di servizio possa fare la differenza.