All’olimpico l’Atalanta ferma la Roma e la sua rincorsa europea

Roma Atalanta

Contenuti dell'articolo

All’Olimpico non era una gara qualunque: era uno spareggio europeo, reso ancora più pesante dal ko del Como a Sassuolo. La Roma aveva davanti una chance enorme per dare una spallata alla propria rincorsa, ma il verdetto finale è un 1-1 che muove la classifica senza cambiarle davvero il volto. È il classico pareggio che lascia vivi, ma non lascia sereni.

Krstovic colpisce, la Roma si scopre

La squadra giallorossa parte con discreta intensità, ma al 12’ arriva la doccia fredda: De Roon serve Krstovic, che incrocia di prima e batte Svilar per lo 0-1. Da lì la partita cambia faccia. La Roma è costretta a rincorrere, alza il baricentro e concede spazi alle ripartenze nerazzurre. Il primo grande rimpianto romanista arriva al 25’, quando Malen si presenta davanti a Carnesecchi ma trova una risposta da portiere vero.

Hermoso si prende il riscatto

Il pari, però, arriva nel momento psicologicamente più pesante e più prezioso. Al 45’ Rensch fa da sponda e Hermoso si coordina alla perfezione: destro al volo e 1-1 che rimette tutto in equilibrio. È un gol che ribalta l’inerzia emotiva della serata e impedisce alla Roma di rientrare negli spogliatoi con il peso del fallimento addosso. Il primo tempo, del resto, era stato apertissimo, con occasioni e parate su entrambi i fronti.

Nella ripresa manca il colpo del ko

Il problema della Roma è tutto qui: costruisce abbastanza per illudersi, ma non abbastanza per chiuderla. El Shaarawy impegna Carnesecchi, Malen continua a strappare, Hermoso sfiora addirittura la doppietta di testa al 75’, con il portiere atalantino decisivo sulla traversa. Poco dopo, ancora Hermoso calcia col mancino, ma Djimsiti salva. L’Atalanta non rinuncia mai a ripartire, però il secondo tempo si spegne su un equilibrio nervoso e incompiuto.

Analisi: buone idee, poca ferocia

La sensazione netta è che la Roma abbia fatto la partita a tratti, ma senza la cattiveria necessaria per trasformare la superiorità territoriale in tre punti. Soulé ha acceso il gioco, Malen ha dato profondità, Hermoso è stato protagonista assoluto nel bene, ma nei metri decisivi è mancata la ferocia della squadra matura. C’è almeno un dato simbolico: questo pareggio interrompe la striscia di quattro sconfitte consecutive in Serie A contro l’Atalanta.

Classifica: si muove poco, e può peggiorare

La classifica aggiornata agli anticipi dice che la Roma sale a 58 punti in 33 partite e resta sesta, agganciando il Como senza superarlo; l’Atalanta va a 54 e rimane settima. Davanti, la Juventus è a 60 con una gara in meno, il Milan a 63 con una partita da giocare, mentre l’Inter capolista è volata a 78, con 12 punti di vantaggio sul Napoli dopo il 2-0 della Lazio al Maradona. Domenica, inoltre, sono in programma Verona-Milan e Genoa-Juventus: per questo il pareggio dell’Olimpico pesa ancora di più.

Lo stato di forma della Roma

Il momento dei giallorossi racconta una squadra viva, ma irregolare. Nelle ultime sei giornate di campionato sono arrivati il 3-3 con la Juventus, il ko 2-1 a Como, l’1-0 al Lecce, il pesante 5-2 contro l’Inter, il 3-0 al Pisa e ora questo 1-1 con l’Atalanta: fanno 8 punti, abbastanza per restare in corsa, non abbastanza per cambiare passo. Il segnale migliore è offensivo, perché in casa la Roma continua a produrre; quello peggiore è mentale, perché nei match-snodo non riesce ancora a essere spietata.

Il verdetto della serata

Questo 1-1 non chiude nulla, ma obbliga la Roma a smettere di vivere di occasioni potenziali. La reazione dopo lo svantaggio c’è stata, e non è poco. Ma nel giorno in cui serviva una vittoria da grande, la squadra è rimasta a metà del guado: abbastanza orgogliosa per non crollare, non abbastanza cinica per fare il salto. In aprile, con l’Europa tutta ancora aperta, i pareggi rischiano di far male quasi quanto le sconfitte.