Altro che riqualificazione. La Raggi abbatte la tangenziale Est e ci fa un’autostrada

Altro che riqualificazione urbana. Come aveva annunciato in pompa magna la sindaca di Roma Virginia Raggi. Assistendo alla demolizione dell’ultimo tratto della famosa sopraelevata della tangenziale Est di Roma. Una delle più brutte strutture costruite negli anni ’60 nella capitale, non c’è alcun dubbio. Tanto da essere stata utilizzata addirittura in un celebre film tragicomico italiano. Nella saga di Fantozzi interpretata dal grande Paolo Villaggio. Ora quel tratto aereo di tangenziale non c’è più, ma la Raggi dovrebbe anche dire che il progetto viene da lontano. E che come spesso accade, a le è toccato solo di applaudire per l’ultima picconata data contro l’ecomostro. Bene lo stesso si dirà. L’importante è il risultato. La felicità dei cittadini e la tanto promessa riqualificazione del quartiere. Dove doveva sorgere un grande parco urbano. Un’area ciclopedonale sfruttabile da grandi e piccini. Finalmente un polmone verde in questi quartieri schiacciati dal cemento e dalla speculazione edilizia.

Ma purtroppo il sogno sembra essere durato pochissimo. Perchè adesso iniziano a circolare i veri progetti di come sarà realmente questo nuovo tratto di città. E lo stesso comitato di quartiere che aveva applaudito la sindaca qualche mese fa è rimasto di stucco. Così alla soddisfazione è presto subentrata la delusione. E la rabbia. Perchè di fatto, qui verrà costruita una vera e propria autostrada urbana.

Il progetto per la nuova viabilità alla Stazione Tiburtina è una follia. Il comitato di quartiere dichiara guerra alla Raggi, la riqualificazione non c’è e ci becchiamo un’autostrada

Così come sta venendo fuori il progetto della nuova viabilità in prossimità della stazione Tiburtina è peggio di prima. A questo punto era meglio la orribile tangenziale sopraelevata che è stata abbattuta. Almeno le macchine passavano in alto e non davanti alle case. Questa la posizione espressa dal comitato cittadini della Stazione Tiburtina. Che hanno finalmente avuto modo di esaminare il progetto per la nuova viabilità della zona. E per quella che doveva essere una grande opera di riqualificazione urbana. Con tanti spazi verdi, pista ciclabile e un grande parco. Invece i disegni parlano chiaro. Ci sarà un piccolo spazio verde, questo sì. In mezzo a quattro corsie di una vera e propria autostrada urbana. Destinata a far scorrere centinaia di migliaia di macchine al giorno. Sfreccianti e veloci, proprio come prima. Anzi peggio, visto che ora le vetture passeranno non in alto ma proprio davanti alle case. E il comitato dei cittadini snocciola i dati. Circonvallazione Nomentana da due a quattro corsie. Via Teodorico da una a due corsie. Largo Mazzoni da una a due corsie. E poi la ciliegina sulla torta. Via Guido Mazzoni da una a cinque corsie. E il popolo è servito.

La rabbia dei residenti, era meglio lasciare tutto come prima

Di fronte al progetto voluto dal comune di Roma e dalla sindaca Raggi per la sistemazione dell’area adiacente alla Stazione Tiburtina è esplosa la protesta dei cittadini e dei comitati direttamente sul web. La gente si aspettava spazi verdi e riqualificazione urbana. Come più volte promesso. Invece si troverà una era e propria autostrada. Con un piccolo parco imprigionato nel mezzo. Così nel sito del comitato cittadini Stazione Tiburtina in molti sono delusi. E prendono le distanza da quanto si sta facendo. Forse era meglio lasciare tutto com’era, scrive Ermanno Rossi. Tanto avevamo auto e smog prima e avremo auto e smog domani. E gli fra eco Loredana Fabbrizio. Il prossimo sindaco di Roma vorrei che fosse un architetto. Che ama per davvero la nostra città. E Simona Luciani, mai fidarsi delle promesse dei politicanti. E non manca chi fa ironia come Fabio Valentini. Ma poi tutta questa Formula 1 per andare dove? Chissà se dopo queste levate di scudi nel progetto esecutivo cambierà qualcosa. Ma certo ad oggi la tanto attesa riqualificazione della Stazione Tiburtina e la nuova viabilità sostitutiva della vecchia tangenziale est sembrano essere per la Raggi e la sua giunta un clamoroso autogol.

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