Ama paga un superbonus. Per raccogliere l’immondizia a Pasqua e Pasquetta

Ama pagherà un superbonus agli operatori ecologici dell’azienda. A quelli che daranno la disponibilità per raccogliere l’immondizia di Roma anche nelle due giornate festive di Pasqua e di Pasquetta. Una cosa che fa scalpore, considerato come sono messi i conti dell’azienda di via Calderon de la Barca. Che ha avuto bisogno di 256 milioni di euro (pagati dai contribuenti romani) per approvare gli ultimi tre bilanci. Ed evitare di portare i libri in tribunale. Con una delibera votata solo da 20 consiglieri comunali e passata tra mille difficoltà in seconda convocazione. Nonostante tutto questo però, l’amministratore unico Stefano Zaghis ha dovuto cedere. E promettere soldi extra al tavolo con i sindacati. Per evitare i cassonetti pieni in questi due giorni. La stessa cosa era successa anche a Natale, quando furono stanziati 2 milioni di euro di straordinari. Sempre per garantire il servizio. Questa volta l’accordo prevede di triplicare l’indennità festiva per il giorno di Pasqua, passando da 7 a 20 euro. E di raddoppiarla per Pasquetta. Così il sindacato festeggia, parlando di un risultato che può essere un importante precedente positivo nei confronti dei lavoratori. Ma in realtà i veri problemi di Ama sono altri. A cominciare dalla chiusura della discarica di Roccasecca nel frusinate. E dal sequestro dell’impianto Tmb di Rocca Cencia. Così la spazzatura potrà anche essere raccolta, seppure a caro prezzo. Ma per smaltirla bisognerà andare fuori Regione. Ovviamente a costi di gran lunga maggiori.

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La raccolta di Pasqua e Pasquetta ad Ama costa il doppio. E l’immondizia va fuori Regione

La raccolta nei giorni di Pasqua e Pasquetta coserà il doppio all’azienda dei rifiuti del Campidoglio. Che per garantire la pulizia della città, ha dovuto cedere alle richieste del sindacato. E che dovrà pagare un super straordinario per quanti tra i 2500 netturbini si presteranno a lavorare anche in questi due giorni di festa. Chiaro che i lavoratori reclamano i loro diritti, e va detto che molti operatori ecologici hanno pagato un prezzo altissimo alla pandemia. Garantendo il servizio anche nei periodi più duri del covid. Ma con altrettanta certezza, si potrebbe dire che i problemi dell’Ama non si risolvono se non si sciolgono i nodi che ne impediscono la piena operatività. A cominciare dalla totale assenza di impianti pubblici. Dove conferire e trattare il rifiuto. Lo stabilimento del nuovo salario infatti è andato a fuoco oltre un anno fa. E la stessa Raggi ha dichiarato che l’area sarà in futuro oggetto di una profonda bonifica e riqualificazione ambientale. Dunque, niente più spazzatura. Stesso destino per Rocca Cencia, ora in parte sotto sequestro. Vista come il fumo negli occhi dalla assessora Katia Ziantoni. Che già dal Municipio aveva condotto battaglie per chiedere la chiusura di questo impianto. E allora l’immondizia di Roma va fuori Regione. In Abruzzo, Emilia Romagna e Toscana. Per oltre l’80%, con costi altissimi.

La guerra con la Regione per gli impianti TMB e la discarica di Roma

Ultimo aspetto, ma non trascurabile, la guerra neanche troppo nascosta tra il Comune e la Regione. Con la Raggi e Zingaretti che sul tema dei rifiuti sono da tempo ai ferri corti. Prima con l’ipotesi della discarica di Monte Carnevale. All’inizio accettata dalla stessa sindaca, salvo poi registrare una rapida retromarcia. Che è diventata un no dopo i recenti sviluppi giudiziari. Che hanno portato agli arresti di una dirigente regionale dell’area rifiuti e di un notissimo imprenditore del settore. Per questioni relative proprio all’autorizzazione all’uso di questo invaso per contenere la spazzatura della Capitale. Ma anche sulla individuazione di siti nei quali realizzare nuovi impianti pubblici di trattamento Roma Capitale non si vuole esporre. Tanto che dalla Regione hanno replicato stizziti, allora ci penseremo noi. Insomma, spendere altri soldi in straordinari fa storcere la bocca. Ma forse non decidere potrà essere anche peggio. Ed è proprio sul decoro di Roma che si giocherà anche una buona parte della prossima e imminente campagna elettorale.

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