Ancora aggressioni sul bus, fermato 38 enne Ivoriano. Non se ne può più

Ancora aggressioni sugli autobus di linea dell’Atac. Con una escalation di aggressività e violenza che ha dell’incredibile. Stavolta ad essere fermato è stato un cittadino di 38 anni della Costa d’Avorio. Che ha iniziato a infastidire passeggeri su un bus dell’Atac e a dare in escandescenze. Motivo per cui il conducente ha fermato il mezzo e ha chiamato il 112. Il fatto è successo ieri sera a Roma in via Piave poco prima delle 20.30. Sul posto è prontamente arrivata una pattuglia del Commissariato di Castro Pretorio. Ma appena saliti a bordo, gli stessi agenti sono stati investiti da una raffica di calci e pugni. Cosa che purtroppo ormai sembra sempre più ricorrente. Perché molto spesso gli aggressori sono anche sotto l’influsso di alcool, droghe e sostanze psicotrope. E non si fermano davvero davanti a nulla.

Calci e pugni contro gli agenti, così ci ha ridotto il buonismo del governo rosso giallo

Gli agenti che sono intervenuti ieri sera sul bus dell’Atac in prossimità della Stazione Termini per fermare un Ivoriano che dava in escandescenze sono stati presi a calci e pugni. Dall’uomo che è risultato molto aggressivo e praticamente fuori controllo. A dimostrazione della violenza messa in campo dallo squilibrato, parla il referto dei poliziotti contusi. Giudicati al Pronto soccorso guaribili in cinque giorni. Fortunatamente non ci sono stati feriti tra il conducente del mezzo e i passeggeri. Soprattutto per il coraggio mostrato dagli agenti intervenuti. Che hanno comunque bloccato l’uomo e lo hanno arrestato all’istante. Con l’accusa di oltraggio, resistenza e lesioni a Pubblico ufficiale. Ma di tutte queste aggressioni siamo veramente stufi.

Troppi i casi di aggressioni sui mezzi pubblici. Gli autisti vanno in palestra, ma deve pensarci il Comune e lo Stato

Sono veramente troppi ormai i casi di aggressione a danno degli autisti e dei passeggeri dei mezzi pubblici a Roma. Dal caso della donna nigeriana sulla Tiburtina. Che alla richiesta di indossare la mascherina ha preso a pugni il plexiglass di sicurezza che separa là cabina del conducente. Mandandolo in frantumi. Passando per il tizio che non voleva spegnere la sigaretta. E che ha aggredito il conducente di un mezzo della Tevere TPL a Tor Bella Monaca. Per non parlare dell’energumeno che in prossimità di Corso Trieste ha terrorizzato tutti. Fino all’intervento di una volante che ha inseguito l’uomo appena sceso e lo ha bloccato. La maggior parte di questi episodi sono compiuti da immigrati che vivono nel disagio e ai margini sociali. Fatti entrare con grande facilità da una politica di governo troppo permissiva. E poi costretti a vivere nelle baraccopoli. Tra droga e prostituzione. Facili prede della criminalità organizzata. Ma non mancano casi di bullismo locale. Come quello dei ragazzi senza mascherina che hanno spruzzato spray urticante in metropolitana. Una cosa è certa. Nonostante il gran lavoro delle Forze dell’Ordine, i controlli ancora latitano. Perciò Comune di Roma e governo sono chiamati alle loro responsabilità. Gli autisti dei bus adesso vanno anche in palestra. Ma non vogliamo vivere nel far west. In una città e in uno Stato in cui vige la legge del più forte. E dove in mancanza di meglio se non si vuole soccombere bisogna difendersi da soli.

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