Andrea Scanzi, vendicatore antifascista un tanto al chilo

Scanzi vendicatore

Andrea Scanzi recita la parte del vendicatore antifascista un tanto al chilo. Qualcuno dovrebbe dirgli di placare i suoi (fasulli) istinti barricadieri perché nella nostra società ci sono troppi pazzi che potrebbero prendere sul serio le sue sciocchezze.

Ogni tanto tocca leggere delle sue imprese, quasi che fosse a capo di una brigata partigiana molto pummarola. Il suo sogno di guerra civile è destinato ad infrangersi contro la pena che suscita.

Scanzi il vendicatore …

Scanzi si è messo sul mercato, gli piace la parte del vendicatore e si diverte a mettere in fila i nemici da additare al pubblico ludibrio. Ma rischia di vedere arrivare il momento in cui qualcuno gli chiederà il conto davanti a qualche giudice perché la sfilza di improperi minacciosi che rivolge contro “il Nemico” prima o poi sarà chiamata al risarcimento.

Se in questo paese non avessero già fatto scuola cattivi maestri potremmo anche prenderla a ridere di fronte alle smargiassate del tapino. Ma siccome ne abbiamo vissute abbastanza, gli va ricordato che l’odio chiama il sangue e che va denunciato ogni volta che intinge la sua penna nel veleno. A differenza sua, chi ha vissuto realmente tristi stagioni a cui la violenza ha fatto seguito a parole pesanti, sa quali possono essere la conseguenza del quotidiano tiro al bersaglio del vendicatore de ‘noantri.

Ed è inaccettabile il suo atteggiamento istigatore contro la destra. Non è capace di contrabbandare idee con idee ma è solo maestro dell’insulto. E a lungo andare diventerà difficile da sopportare.

Un patetico manuale

Ora Scanzi si è inventato un manuale di resistenza abbastanza patetico. Gli serve solo per attrarre qualche minaccia di chi ci casca e magari mendicare un posto in Parlamento come martire del nulla che rappresenta.

Un tempo, gli intellettuali di sinistra avevano comunque qualcosa da dire. Ora sta venendo su una genia di maleducati e violenti che puntano solo ad intossicare la società. E lui ne è uno dei capofila.

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