Anguillara sotto choc: funerali “blindati” per i genitori di Carlomagno. L’altro figlio spezza il silenzio: “Eravate i miei pilastri”
Nel primo pomeriggio di sabato 31 gennaio 2026, Anguillara Sabazia si è fermata. La chiesa, a pianta circolare, non è bastata a contenere l’afflusso: molte persone hanno seguito la cerimonia dal sagrato, in un silenzio compatto, interrotto solo dalle preghiere. Le esequie si sono svolte in forma riservata e con un presidio delle forze dell’ordine, a tutela della famiglia e della comunità, ancora scossa da giorni di cronaca nera.
Il dramma in poche date: la ferita che diventa collettiva
A essere salutati oggi sono Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, trovati senza vita il 24 gennaio nella loro abitazione di via Tevere. Il loro gesto arriva mentre l’attenzione resta puntata sul figlio Claudio Carlomagno, detenuto nel carcere di Civitavecchia e indagato per l’omicidio della moglie Federica Torzullo. L’autopsia parla di 23 ferite da arma da taglio.
Le parole di Davide: «Senza di voi sono senza i miei due pilastri»
Nel momento più difficile, a dare voce al dolore è stato Davide, l’altro figlio della coppia. Un ricordo intimo — “il primo orto” e quell’orgoglio paterno “che non lo dicevi mai” — si è trasformato in un congedo pubblico, ascoltato da una platea muta. «Senza di voi sono senza i miei due pilastri», ha detto, promettendo di andare avanti “assieme a Giulio”, e chiudendo con un’immagine familiare, quasi infantile: “Il vostro cucciolo”.
L’omelia: misura, raccoglimento e responsabilità delle parole
La funzione, preceduta dal rosario, è stata guidata da don Paolo. Nell’omelia il richiamo è stato netto: meno rumore, più raccoglimento. Un invito che suona anche come risposta alla pressione mediatica che spesso, in casi ad alta esposizione, finisce per travolgere non solo i protagonisti ma l’intero tessuto sociale. È stato ricordato l’impegno lavorativo di Pasquale e il profilo pubblico di Maria, già impegnata nel Comune di Anguillara Sabazia con deleghe alla sicurezza.
Angelo Pizzigallo e il lutto cittadino: tra tutela della comunità e diritto di cronaca
Per la giornata del funerale è stato proclamato il lutto cittadino. Un gesto istituzionale che, nel linguaggio dei piccoli comuni, equivale a dire “siamo tutti coinvolti”. La cerimonia “blindata”, con limitazioni per fotografi e operatori dell’informazione, segnala però anche un confine delicato. Proteggere chi resta senza alimentare ulteriormente la spirale di tensione e giudizi sommari. Sullo sfondo, resta la questione più fragile. La tutela del figlio minore della coppia, affidato — secondo quanto emerso in sede giudiziaria — ai nonni materni, con il sindaco come tutore.