Anni di piombo, è ora di scoprire le verità nascoste: la proposta di Fabio Rampelli

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Dopo le polemiche sulla precedente proposta di legge, il deputato Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha presentato un nuovo provvedimento. Per “l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla violenza politica negli anni tra il 1970 e il 1989 nelle scuole, negli atenei universitari e nelle città”. Il precedente testo era finito nella bufera perché, nella relazione introduttiva, si citavano anche casi con vittime di destra, cosa proibita dal politicamente corretto che la sinistra ci ha imposto per anni. Stavolta nella relazione Rampelli fa riferimento agli “Anni di piombo” periodo “che vide l’Italia sconvolta e travolta da quella definita una guerra civile a bassa intensità, dove la violenza politica talvolta sfociò nel terrorismo. Quotidiano era lo scontro tra giovani degli opposti estremismi.

Un autentico bollettino di guerra con morti, feriti, attentati, aggressioni

Un bollettino di guerra con migliaia di attentati, aggressioni con centinaia di feriti anche in modo grave (più di qualcuno ne ha portato le conseguenze per tutta la vita) e più di cinquanta morti tra giovani di destra, di sinistra, ma anche forze dell’ordine e studenti. Che purtroppo si sono trovati nel posto sbagliato o sono stati scambiati per militanti politici”, precisa. “Raramente sono stati trovati i colpevoli di questi omicidi e talvolta le indagini sono state molto lacunose o tardive”, osserva Rampelli. Ricordando tra i casi gli omicidi di “Giorgiana Masi che partecipava alla manifestazione dei radicali per ricordare la vittoria nel referendum del 1974 sul divorzio” e di “Angelo Pistolesi, militante missino, già candidato alle elezioni comunali”.

Rampelli: Ecco tutte le cose che ancora non sappiamo sugli anni di piombo

“Non sappiamo chi nel 1978 a Roma ha sparato ad Acca Larenzia contro i giovani che uscivano dalla sezione missina, uccidendo Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, e a Milano chi ha ucciso Fausto e Iaio, Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, militanti del centro sociale Leoncavallo – osserva Rampelli -. E non sappiamo chi nel gennaio 1979 a Roma ha sparato contro i giovani che sostavano dinanzi a un bar, ritenuto ritrovo di giovani di destra, uccidendo lo studente Stefano Cecchetti che non si interessava di politica. Come non sappiamo chi il 22 febbraio 1980 uccise a Roma l’autonomo Valerio Verbano, colpito dentro casa, chi il 10 marzo ha ucciso un cuoco, Luigi Allegretti, scambiato per il segretario della sezione missina del Flaminio e chi il 12 marzo ha ucciso Angelo Mancia segretario della sezione missina del quartiere Talenti”.

Troppi i morti rimasti senza giustizia e verità

“Sono trascorsi 40-50 anni da quegli episodi, ma tanti sono i morti rimasti senza giustizia e senza verità. La presente proposta di legge è volta a istituire una Commissione parlamentare di inchiesta per cercare di fare luce sulla storia delle tante vittime citate e sui tanti altri delitti di quegli anni rimasti senza colpevoli. Per cercare di capire come mai le indagini non abbiano portato a nulla, per riaprire uno spiraglio su quelle vicende che possa permettere alle vittime e alle loro famiglie di trovare finalmente un po’ di pace, per sapere chi abbia armato in quegli anni ragazzi tra i 15 e i 25 anni con strumenti offensivi sofisticati, non sono pistole P38, ma anche mitragliette, fucili di precisione, chili di tritolo. Per acquisire la verità storica sull’ipotesi della cosiddetta strategia della tensione e delle sue tragiche conseguenze”, conclude Rampelli.

I compiti della commissione sugli “anni di piombo”

Secondo la proposta di legge, compiti della Commissione di inchiesta, formata da 20 deputati e 20 senatori, sono: accertare le ragioni che hanno impedito l’individuazione dei responsabili dei crimini di violenza politica ancora insoluti. Ricostruire le vicende storiche e politiche che hanno determinato quei crimini e individuare eventuali connivenze tra gli autori degli stessi crimini e istituzioni e partiti politici. Svolgere indagini e approfondimenti in merito a possibili nuovi elementi che possano integrare le risultanze delle indagini giudiziarie svolte.