Quella voglia di censura che mobilita la sinistra contro Anni20

Sinistra censura

La voglia di censura non passa mai alla sinistra. E’ intollerabile la canea che si è scatenata contro Anni20, la trasmissione in onda il giovedì sera in prima serata su RaiDue. Certo, non è un programma inginocchiato alla sinistra e ai luoghi comuni: ma è obbligatorio esserlo?

È accaduto che la trasmissione si sia occupata di argomenti su cui il dibattito non dovrebbe mai essere precluso. Penso al disegno di legge Zan: se ne parla ovunque, ma ad Anni20 si pretende di vietarlo perché magari esprime un pensiero non conforme ai desiderata di certa sinistra. Proporre un percorso parlamentare più unitario che divisivo pare lesa maestà.

La sinistra ama la censura

Poi, l’Europa. Raccontare le magagne dell’Unione europea diventa un crimine contro l’umanità. Al punto di scatenare l’ira dell’Amministratore delegato Fabrizio Salini, in uscita e per fortuna (del resto, un esterno all’azienda in quell’incarico può fare solo danni, se arriva addirittura a scomunicare un programma).

In realtà per certa Rai e certa sinistra il servizio pubblico televisivo dovrebbe restare strumento di propaganda nelle loro mani.

Zan da brividi

Quel che arriva a scrivere proprio Alessandro Zan è  da brividi e fa capire che cosa circola nella testa di chi propone la nota legge: “Il servizio di #Anni20 sul #DDLZan andato in onda ieri sera è semplicemente vergognoso. Un mix di fake news e disinformazione intollerabile per il servizio pubblico. Presenterò una interrogazione urgente nel merito: la #Rai deve risponderne. Non solo non si può discutere della sua proposta in Parlamento perché vogliono imporla così com’è. Ne negano anche il diritto di parlarne in televisione. E quando sarà legge che cosa potrà succedere?

Datevi una calmata, signori della sinistra, e intanto non importunate Francesca Parisella e i suoi ospiti nel nome della censura. Perché è davvero istigazione all’odio mettere all’indice quel programma. Se non vi piace cambiate canale, a noi può piacere e non deve dipendere dai vostri orientamenti politici.

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