Anno luttuoso per la destra italiana: addio a Jole Santelli e Giulio Maceratini

Jole Santelli

Il 2020, complice il coronavirus che ha gettato un’ombra particolarmente funesta sulla scomparsa di diverse personalità di tutti i settori della società italiana, ha segnato in modo particolare il mondo politico. E, inevitabilmente, non ha avuto riguardi per nessuno, più o meno anziano, di destra, di sinistra, di centro, indipendentemente dalle professioni di origine. L’anno che se ne va si è portato via oltre venti esponenti di aree politico-culturali le più diverse, che spesso hanno incarnato simbolicamente vere e proprie fasi storiche dell’Italia contemporanea. L’agenzia Adnkronos ha ricostruito i lutti del 2020 del mondo politico.

Santelli morta a 51 anni nel luglio scorso

Uno dei protagonisti di questa stagione politica, e della rinascita della sua Calabria, è stata la presidente in carica della Regione Calabria, Jole Santelli. La cui morte, a 51 anni, lo scorso 15 ottobre a Cosenza ha rappresentato uno choc non solo per il suo partito, Forza Italia di cui fu militante appassionata fin dagli esordi, ma per tutto l’arco politico-parlamentare e per le istituzioni.

Il ricordo di Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha riassunto il rispetto e la stima che la circondavano: “Prima donna a ricoprire il ruolo di Presidente della Regione Calabria, si è distinta per la tenacia del suo temperamento e per la combattività che sapeva esprimere nell’azione politica e di governo. Ha affrontato con coraggio la malattia, con la quale era costretta a convivere. Non si è arresa, ha voluto fortemente portare il proprio contributo alla vita sociale e anche per questo ha meritato stima e apprezzamento”.

La scomparsa di Giulio Maceratini

Sempre a destra, sono venuti a mancare personaggi che hanno incarnato un’epoca: per Msi e poi An basti pensare a Giulio Maceratini, scomparso a Roma il 25 luglio, già capogruppo al Senato. Altro ex capogruppo, ma alla Camera, venuto a mancare appena una settimana prima, il 17 luglio, è stato il sardo Gianfranco Anedda. E ancora gli ex senatori Antonino Caruso e Stefano Bertacco (primo capogruppo a palazzo Madama di Fratelli d’Italia’). A maggio, è mancato l’ex Questore del Senato Giuseppe “pino” Specchia (Msi, poi An).

Biondi e Ferri, due ministri storici

Altri scomparsi quest’anno sono stati esponenti che hanno fatto la storia: Alfredo Biondi (Pli, poi Fi) e Enrico Ferri (Psdi). Biondi, morto il 24 giugno, è stato segretario del Partito liberale italiano nella Prima Repubblica. Poi ministro della Giustizia del primo governo Berlusconi (e di Fi presiederà il Consiglio nazionale). Indelebile nella memoria collettiva, almeno per i meno giovani, la figura di Enrico Ferri, morto a Pontremoli appena il 17 dicembre scorso. Di professione magistrato, è stato segretario del Partito socialdemocratico e, prima di aderire dopo la fine dei partiti tradizionali, a Forza Italia e poi all’Udeur, fu il ministro dei Lavori pubblici (del governo De Mita) al quale è legato il limite – allora – dei 110 km orari in autostrada.

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