Annullato il “concertone”. E ora dove si canterà “Bella ciao”?

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Annullato il concertone del 1° maggio a Roma in piazza San Giovanni. La decisione è stata presa dalla triplice sindacale Cgil-Cisl-Uil, che lo istituì nel 1990 in occasione della festa del lavoro. Non potrà dunque celebrare la sua ventesima edizione e la piazza antistante la basilica rimarrà vuota. “È più che evidente l’impossibilità oggi di confermare tutti gli eventi pubblici previsti per il Primo Maggio visto il contesto difficile che sta vivendo tutto il Paese e anche il mondo del lavoro”, hanno fatto sapere i sindacati confederali. “Cgil, Cisl, Uil, consapevoli della gravità del momento, stanno valutando delle modalità alternative, in conformità con le prescrizioni di legge, per celebrare la giornata del Primo Maggio. Anche per il tradizionale rapporto positivo con la Rai cercheremo di dare voce al mondo del lavoro, sottolineando – concludono i sindacalisti – il contributo che sta offrendo in questa drammatica crisi sanitaria”.

Concertone da sempre veicolo della sinistra

Ogni anno si sparano numeri al lotto per quantificare gli spettaori. Si è detto addirittura un milione di persone, numero molto superiore alla capienza effettiva della piazza, come ricordarono le sinistre al recente comizio di Salvini. In genere al concertone, così detto perché dura dal pomeriggio fino a notte inoltrata, si presentano artisti della cosiddetta musica indipendente, che poi indipendente non è mai. Infatti il concertone si è sempre caratterizzato da una valenza politica assolutamente di sinistra. Infatti lo trasmette sempre RaiTre. Gli artisti, e anche i conduttori, oltre a cantare e presentare, fanno veri e propri comizi. Comizi accentuati nel caso in cui ci sia un governo di centrodestra. Memorabili gli attacchi a Berlusconi.

Sul palco accuse al governo, meglio se di centrodestra

Nel 2007 si rimproverò al Vaticano di non aver permesso i funerali a Welby e di averli invece fatti a Franco e a Pinochet, come se qualcuno avesse diritto a un funerale e qualcuno no. Poi nel 2011, poi gli artisti protestarono per aver dovuto firmare una liberatoria in cui si impediva di accennare al vicino referendum sull’energia nucleare. Addirittura nel 2014 Piero Pelù, anziché cantare semplicemente, attaccò l’allora premier Renzi. Nel 2015 ci fu un minuto di silenzio per i clandestini morti nel Mediterraneo e Bella Ciao è stata cantata ripetutamente. Va anche detto che in alcune occasioni si è sentita della bella musica da interpreti straordinari. Però il concertone è sempre stato un evento politicamente fazioso più che una manifestazione artistica. Non ci mancherà.

 
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