Anzio e Nettuno in lacrime: addio a Cristian Cirolla, 12 anni: le condoglianze della Totti Soccer School. Le esequie sabato


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Una notizia che lascia senza parole e che, in poche ore, ha unito due comunità del litorale romano in un unico abbraccio: Anzio e Nettuno piangono Cristian Cirolla, 12 anni, giovane calciatore tesserato nella categoria “Esordienti”. I funerali, secondo le comunicazioni circolate in queste ore, si terranno sabato 10 gennaio 2026 alle 15.00 presso la Basilica di Santa Teresa ad Anzio. In una realtà come quella delle scuole calcio, dove le settimane scorrono tra allenamenti e partite, un’assenza così improvvisa cambia il senso delle cose.

Il messaggio del club: “Stringiamoci alla mamma e al papà”

A dare la misura del vuoto è soprattutto il linguaggio semplice e diretto della società sportiva che lo aveva accolto: un messaggio di vicinanza “alla Famiglia di Cristian” e un invito implicito a fare ciò che, davanti a certe ferite, resta l’unica risposta possibile: stare. Dirigenti, mister e compagni di squadra — “tutto l’ambiente” — si sono stretti attorno ai genitori, in un cordoglio che non è forma ma sostanza. In queste ore il mondo del calcio giovanile, spesso capace di fraternità autentica, diventa una rete di sostegno silenziosa.

Anche la Totti Soccer School: “Il suo sorriso resti nei cuori di chi lo ha conosciuto”

Al cordoglio che in queste ore unisce il litorale si aggiunge quello della Totti Soccer School, che ha voluto far arrivare alla famiglia di Cristian un messaggio pubblico di partecipazione e vicinanza. La scuola calcio legata al nome di Francesco Totti si è detta “stretta con profondo dolore attorno alla famiglia del piccolo Cristian”, ricordandolo come calciatore classe 2014 del Grifone Calcio e rivolgendo un pensiero non solo ai suoi cari, ma anche ai compagni di squadra e alla società. Parole misurate, ma dense, che riportano al centro ciò che resta quando tutto si ferma: il ricordo di un sorriso, e quella passione pura per il calcio che a dodici anni è ancora un linguaggio di felicità condivisa.

Un “Esordiente” a 12 anni: cosa significa davvero

Nel calcio giovanile la categoria Esordienti è uno snodo delicato: è l’età in cui il gioco resta gioco, ma comincia a strutturarsi in regole, ruoli, responsabilità condivise. È la stagione in cui si impara che la squadra non è un risultato, ma una relazione: ci si cerca con un passaggio, ci si incoraggia dopo un errore, si festeggia insieme, si torna a casa insieme. È anche il tempo delle prime piccole conquiste personali: la convocazione, un gol, un applauso, l’orgoglio negli occhi dei genitori a bordo campo.

La trama silenziosa delle scuole calcio del litorale

Il litorale romano vive di sport di base: società, allenatori, volontari e famiglie che tengono in piedi un sistema fatto di passione, impegno e cura quotidiana. È un mondo che raramente finisce sotto i riflettori, ma che educa, crea comunità, protegge i ragazzi offrendo loro un luogo in cui crescere e sentirsi parte di qualcosa. La scomparsa di un bambino dentro questa trama colpisce due volte: perché è un dolore umano assoluto e perché interrompe un percorso fatto di amicizie, abitudini e sogni piccoli ma concreti.

L’ultimo saluto nella Basilica di Santa Teresa

La celebrazione dell’ultimo saluto è prevista nella Basilica di Santa Teresa ad Anzio, un luogo che per la città non è soltanto una chiesa: è un punto di riferimento, un simbolo di raccoglimento collettivo, una casa spirituale dove molte famiglie hanno segnato passaggi importanti della propria vita. Sabato 10 gennaio, alle 15.00, quel sagrato diventerà lo spazio di un abbraccio pubblico, discreto, composto. Sarà il momento in cui amici, compagni di squadra, insegnanti, vicini e conoscenti potranno trasformare il silenzio in presenza.

Cordoglio: il silenzio, la discrezione, l’abbraccio

In momenti così, ogni parola è troppo piccola. Resta però un dovere: custodire il dolore con rispetto, senza trasformarlo in rumore. Alla mamma e al papà di Cristian, ai familiari, ai compagni di squadra e a chi lo ha conosciuto anche solo per un allenamento o un sorriso a bordo campo, va il cordoglio più sincero. Che la comunità sappia essere presenza discreta, concreta, fedele: quella che non “spiega”, ma accompagna. Che il ricordo di Cristian resti vivo nella parte migliore di chi lo ha incontrato: nella gentilezza, nella lealtà, nella luce semplice dei dodici anni.