Anzio, rissa alla stazione di Lavinio: 19enne accoltellato al gluteo, è in codice rosso

19enne accoltellato a Lavinio

Prima la lite, poi l’aggressione. Infine la coltellata e la fuga, che ha lasciato un 19enne a terra, sanguinante. È successo a Lavinio, frazione di Anzio, di fronte alla stazione ferroviaria. Qui le risse e le liti sono frequenti. “E prima o poi ci scapperà il morto”, commenta un residente”.

L’accoltellamento a Lavinio

È successo intorno alle 15 di oggi, mercoledì 29 luglio. La dinamica dell’accaduto non è ancora chiara. Da quanto ricostruito, sembrerebbe che un gruppo di nordafricani abbiano iniziato a litigare tra loro per questioni di spaccio. Ad un tratto uno di loro, un 19enne, sarebbe stato preso di mira dagli altri nel corso della discussione. E qualcuno, nel culmine della rissa, ha estratto un coltello e lo ha colpito sul gluteo destro. A raccontare la dinamica un cittadino. “Abbiamo visto il ragazzo più giovane, che da giorni si aggirava nei pressi della stazione per spacciare. Ad un tratto si sono avvicinati due suoi connazionali più grandi, che gli hanno intimato di andarsene. Lui si ì rifiutato e lo hanno aggredito”.

Dopo averlo accoltellato, tra le urla generali, i due sono scappati, lasciando a terra la vittima in un lago di sangue. “Abbiamo chiamato noi i soccorsi”, racconta il cittadino. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e gli agenti del Commissariato di Anzio.

19enne in codice rosso

Il ragazzo, un tunisino di 19 anni, è stato portato in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Riuniti di Anzio. Non è in pericolo di vita. Quando davanti alla stazione sono arrivati i poliziotti, ormai degli aggressori non c’era più traccia. “Da anni chiediamo maggiore sicurezza. Ogni tanto fanno un blitz, ma già dopo un’ora qui si ricomincia con lo spaccio, con chi si ubriaca, con le aggressioni e con le risse”, lamentano i residenti. “Siamo stanchi di questa situazione. Ormai dobbiamo aver paura ad andare alla stazione, così come a camminare nelle strade limitrofe. Siamo invasi da persone senza fissa dimora, tutte con precedenti di polizia. E non ne facciamo una questione di nazionalità, ma di rispetto delle regole. E qui non le rispettano”.