Ardea, disabile ‘bloccato’ dalla sbarra del Consorzio: “Non mi fanno passare per tornare a casa”
La sbarra si abbassa. L’auto resta fuori. E lui, 61 anni, invalido riconosciuto con disabilità al 70%, si ritrova senza poter rientrare nella propria abitazione sul lungomare dei Greci, strada comunale demaniale. Succede ad Ardea, a Tor San Lorenzo, dove un residente denuncia di essere stato più volte bloccato all’ingresso del Consorzio. La vicenda è stata riportata in una denuncia presentata ai carabinieri il 20 febbraio. Al centro della querelle il diritto di passaggio lungo viale Enea, unica strada che collega alcune abitazioni in concessione demaniale alla litoranea e al lungomare.
“È l’unica strada per arrivare a casa”
Il protagonista della vicenda è Aldo Maria Ominelli, 61enne di Ardea. “Vivo da sempre in un’abitazione situata in area demaniale, fuori dal perimetro del consorzio e, quindi, non soggetta al regolamento consortile né al pagamento di contributi. Ma nel pomeriggio del 19 febbraio, quando ho provato a percorrere viale Enea con la mia auto, sono stato fermato dal personale addetto all’ingresso del Consorzio. Mi hanno bloccato per presunti mancati pagamenti di quote consortili“. Aldo riporta tutto nella denuncia presentata ai carabinieri. “La mia abitazione sorge praticamente sulla sabbia, sul demanio, come altre casette annesse. Noi abbiamo sempre pagato la Regione e il demanio per quanto riguarda le tasse e non c’è mai stato nessun accordo scritto per quanto riguarda gli oneri consortili. Abbiamo sempre usufruito della strada, in quanto unico passaggio per poter uscire ed entrare: è una chiara servitù, menzionata dal codice civile”.
Giovedì Aldo contesta subito la situazione al vigilante. “Gli ho spiegato di non essere consorziato, di non dover nulla. Ma l’addetto mi ha comunicato che potevo entrare solo a piedi, lasciando l’auto fuori”. Ma l’uomo ha una invalidità riconosciuta dall’INPS e la sua abitazione dista circa 700 metri dall’ingresso. A piedi, per lui, non è un’opzione valida.
Le chiamate al 112 e l’accesso solo dopo l’intervento dei Carabinieri
Davanti al diniego, Aldo chiama il 112. Non una, ma due volte. “Solo dopo il secondo intervento dei Carabinieri sono riuscito a entrare con l’auto”, spiega Aldo. La giornata però non finisce lì. In serata, dopo essere uscito per alcune commissioni, si ripresenta al varco. La sbarra è di nuovo abbassata. “Mi hanno risposto alla stessa maniera: niente accesso in auto”. Risultato: Aldo è costretto a dormire a casa di un amico. “Ho dovuto chiamare di nuovo il 112. I militari hanno constatato la situazione. E poi ho riportato tutto nella denuncia, che adesso è anche nelle mani del mio avvocato. Perché questa volta non mi fermo, non è possibile che mi impediscano di andare a casa mia”.
Ma per il consorzio Aldo sarebbe moroso. E per questo non avrebbe diritto a entrare con l’auto. “Il 18 dicembre 2025 ho scritto una mail per chiedere il tagliando annuale di accesso. L’ufficio amministrativo, mi ha risposto che, non essendo consorziato, non avevo diritto al tagliando. Nella stessa comunicazione, però, mi hanno contestato un debito di 3.475 euro nei confronti del consorzio. Una cifra esagerata e immotivata. Tramite il mio legale ho chiesto il dettaglio analitico dell’importo. Ma al momento non ho avuto ancora nessuna risposta”.
La replica
Sulla questione abbiamo l’amministrazione comunale di Ardea, già informata della vicenda. “Si tratta di una vicenda delicata tra privati. Purtroppo, da quanto risulta al Consorzio, esiste una morosità pregressa. Il pagamento è richiesto in seguito al fatto che la strada, sia quella che viene percorsa, sia dove viene parcheggiato, è privata e viene sottoposta a manutenzione da parte del Consorzio stesso. Questo comporta dei costi che vengono suddivisi in parte tra i consorziati, in parte – ovviamente minore – tra chi abitualmente la percorre. Non entro nelle dinamiche di quanto sta accadendo, ma il Consorzio è stato riconosciuto come tale dal Tar. Ed esiste dal 1950”.
Servitù di passaggio o potere discrezionale?
A prescindere da dove sia la ragione, adesso la questione è giuridica prima ancora che personale. Aldo rivendica una servitù di passaggio su viale Enea, essendo quella l’unica via percorribile per raggiungere la propria abitazione. Il consorzio, secondo la denuncia, avrebbe subordinato l’accesso al pagamento di quote che l’uomo ritiene non dovute. Un conflitto che tocca temi delicati: diritto di proprietà, accesso alle strade consortili, tutela delle persone con disabilità.
Nella denuncia, il 61enne non chiede altro che poter percorrere la strada per rientrare nella sua abitazione senza ostacoli. Una richiesta che sembra elementare, ma che si è trasformata in un braccio di ferro. In ogni caso, ora saranno le autorità competenti a valutare eventuali profili di responsabilità e a chiarire se il blocco dell’accesso sia legittimo o meno e chi ha ragione in questa vicenda. Intanto resta l’immagine più forte di questa vicenda: una sbarra abbassata e un uomo che, per tornare a casa, deve chiamare i carabinieri. In mezzo, una disputa che va ben oltre un semplice varco d’ingresso.