Ardea, litorale trasformato in discarica: rifiuti, eternit e roghi tossici alle Salzare (FOTO)
Ci sono strade dove l’immondizia è ormai diventata parte del paesaggio. Cumuli di rifiuti alti diversi metri, frigoriferi abbandonati, materassi, copertoni, mobili distrutti e perfino lastre di eternit. Ad Ardea, sul litorale romano, c’è un’emergenza che va avanti da anni e che, denuncia dopo denuncia, continua a crescere. Tra Tor San Lorenzo, la Laurentina e l’area de Le Salzare, interi tratti di territorio sono stati trasformati in una gigantesca discarica abusiva, con montagne di rifiuti che si accumulano lungo le strade, nei terreni e perfino nei canali di scolo.
E adesso quella che molti definiscono una vera e propria bomba ecologica finisce in un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Velletri, con la richiesta di interventi urgenti per fermare quello che viene descritto come uno dei più gravi fenomeni di abbandono illecito di rifiuti del quadrante sud della provincia di Roma.
Ardea, ancora roghi tossici alle Salzare: ma cosa c’è dietro?
Rifiuti ovunque e canali trasformati in discariche
Chi percorre le strade che attraversano il quadrante de Le Salzare si trova davanti a una situazione difficile da ignorare. Ai margini delle carreggiate si susseguono cumuli di rifiuti alti diversi metri. Nei fossi che costeggiano le strade sterrate l’immondizia ha ormai occupato centinaia di metri di alvei e canali. Dove la vegetazione si infittisce, spuntano altre discariche abusive. Tra i materiali abbandonati si trova di tutto: elettrodomestici, materassi, divani, pneumatici, mobili in disuso, sacchi di rifiuti domestici e perfino materiali classificati come pericolosi. Una situazione che i residenti denunciano da tempo, nell’indifferenza totale, e che si ripete ciclicamente senza che vengano adottate soluzioni definitive.
I roghi, lamentano i cittadini, sono continui. I rifiuti vengono ciclicamente incendiati per dare spazio a nuovi scarichi. Le immagini riportano chiaramente il disastro: fossi limitrofi alle strade sterrate completamente pieni di rifiuti, per centinaia di metri. E poi, ancora, montagne di immondizia non appena la vegetazione si allarga. Qui vengono a scaricare di tutto, certi che nessuno verrà a controllare. E quando gli incendi vengono alimentati dal vento, ecco che i problemi aumentano, con il fumo nero che si alza visibile a chilometri di distanza. Scene purtroppo ormai note per i residenti della zona, ma non solo. E ci si chiede dove sia e cosa faccia la politica per fermare una volta per tutte questo scempio.
Ardea, ancora un incendio alle Salzare: a rischio le abitazioni
L’esposto in Procura
La situazione peggiore riguarda proprio l’area de Le Salzare, finita al centro di una denuncia-querela depositata dall’avvocato Francesco Falco. L’esposto, trasmesso alla Procura di Velletri, richiama possibili violazioni in materia ambientale in un territorio particolarmente delicato, sottoposto a vincolo paesaggistico e interessato da terreni gravati da uso civico. Secondo quanto evidenziato nella denuncia, gli sversamenti abusivi e i continui incendi avrebbero ormai compromesso vaste porzioni di territorio.
E a preoccupare i residenti, come descritto nell’esposto, non sono solo i roghi tossici, ma anche la presenza di lastre di eternit abbandonate lungo i canali, sui terreni agricoli e ai bordi delle strade. Materiali che rappresentano un potenziale pericolo ambientale e sanitario e che, insieme agli accumuli di rifiuti, ostacolano il normale deflusso delle acque piovane. Le aree maggiormente colpite sarebbero quelle di via delle Acque Alte, via delle Acque Basse, via Amaseno, via Arpino e diversi tratti dei canali che attraversano il territorio di Ardea. A questo si aggiunge la presenza sempre più frequente di grossi ratti, segnalati dai residenti nelle immediate vicinanze delle abitazioni.
Chiesta una bonifica definitiva dell’area
La “guerra” dei cittadini è ormai quindi a livello legale. E, attraverso l’esposto, chiedono che vengano fermato lo scempio ambientale che ormai da troppo tempo sta deturpando tutta l’area. “Chiediamo il sequestro preventivo urgente delle aree interessate dagli sversamenti e la nomina di un custode giudiziario, per impedire nuovi abbandoni di rifiuti e avviare finalmente una bonifica definitiva dei terreni riconducibili al Consorzio di Bonifica di Pratica di Mare, al Comune di Ardea e, per i tratti di competenza lungo la Laurentina, alla Città Metropolitana di Roma Capitale“, si legge nell’esposto.
Nel frattempo, mentre i rifiuti continuano ad accumularsi e i roghi tornano a illuminare le notti di Ardea, resta una domanda che da anni accompagna chi vive in queste zone: quanto dovrà ancora crescere questa discarica a cielo aperto prima che qualcuno intervenga in modo definitivo?











