Arera minaccia altri aumenti per ottobre. Domani manifestazioni e denuncia contro le aziende energetiche

caro energia

Sono al momento 14 le città italiane nelle quali lunedì 3 ottobre si svolgeranno le mobilitazioni organizzate dall’Unione Sindacale di Base “contro il carovita e la stangata sulle tariffe del settore energetico. Per l’annunciato +60% trimestrale per l’elettricità, Arera martedì 4 farà scattare un aumento del 75-80% per la bolletta del gas del solo mese di ottobre”. “Nell’ambito della Giornata internazionale di lotta alla crisi e al carovita proclamata dalla Federazione Sindacale Mondiale, Usb sarà davanti alle maggiori aziende dell’energia e alle sedi dei loro principali azionisti, a partire da Cassa Depositi e Prestiti. Poiché con questa crisi si stanno arricchendo come mai prima – spiega il sindacato, che invita militanti e cittadini a portare con sé in piazza le bollette di luce e gas -.

Per le aziende energetiche profitti a mani basse

Chiediamo che gli extraprofitti realizzati a mani basse dalle aziende del settore siano usati per il calmieramento delle bollette e l’azzeramento delle morosità. Contemporaneamente presenteremo alla Procura di Roma una denuncia contro tutte le condotte poste in essere dalle società che commerciano gas, energia elettrica e prodotti petroliferi ai danni della collettività, speculando sulle differenze tra quanto hanno pagato e il prezzo al quale stanno rivendendo le materie prime”.

E le aziende pensano a licenziamenti e aumenti dei prezzi finali

Il caro energia continua a spingere l’inflazione. In seguito ai recenti incrementi delle tariffe, il 36% delle Pmi prevede di essere costretta ad aumentare i prezzi finali dei propri prodotti e servizi per riuscire a sostenere la stangata in arrivo per le utenze di energia e gas. Anche perché il quadro economico è in peggioramento. Solo il 10% si aspetta per il trimestre finale del 2022 un fatturato in aumento rispetto al 2021. Le misure delle imprese contro il caro-bollette. L’aumento non è l’unica strategia introdotta dalle imprese per contrastare il boom dei costi fissi. Anche perché, per molte attività, traslare gli importi delle bollette sui prezzi finali vorrebbe dire uscire fuori mercato.

Molte potrebbero comprare macchinari che consumino meno

Così il 26% delle Pmi pensa dunque di limitare gli orari di lavoro e di apertura, ad esempio anticipando la chiusura per consumare meno energia; a queste si aggiunge un 6% che pensa ad una sospensione dell’attività nel periodo di bassa stagione. Il 18% delle Pmi dichiara inoltre di stare valutando una riduzione del numero dei dipendenti. Il 13% si rivolgerà al credito, approfittando dei finanziamenti garantiti introdotti dal DL Aiuti Ter per pagare a rate gli importi richiesti. Ma c’è anche un 12% che progetta di cambiare gli attuali macchinari ed elettrodomestici con altri a maggiore efficienza energetica.