Arrestato il “Robin Hood degli hotel” dopo i colpi a Roma e Ostia: di giorno ci lavorava, di notte li derubava

polizia e carabinieri

Sembrava sparito. O almeno, fuori dai radar dopo i colpi messi a segno tra il centro di Roma e il litorale. Invece era lì, di nuovo al lavoro. Dietro una reception, come se nulla fosse. È finita così la fuga del “rapinatore seriale di hotel”: rintracciato e arrestato mentre lavorava ancora in una struttura ricettiva nel centro di Roma.

L’uomo, soprannominato “Robin Hood degli hotel“, aveva una tecnica tutta sua: di giorno lavorava negli alberghi, di sera li rapinava. E poi, la mattina dopo, tornava tranquillamente al lavoro in un altro hotel. Il rapinatore, un marocchino di 28 anni, era finito al centro delle cronache a febbraio, dopo un colpo in una struttura ricettiva a Ostia. E ora si scopre che per mesi a era riuscito a muoversi tra gli hotel di Ostia e Roma, colpendo proprio i luoghi dove aveva lavorato, passando da una struttura all’altra. Una lunga scia di rapine, interrotta solo quando Polizia di Stato e Carabinieri lo hanno fermato, anche grazie alle foto pubblicate dall’uomo sul suo profilo social, dove si mostrava con gli stessi occhiali da sole e il passamontagna usati durante le rapine. 

Roma, arrestato il rapinatore seriale degli hotel: lavorava in un albergo di Ostia. Tradito dalle foto sui social

Le rapine negli hotel tra il centro di Roma e Ostia

L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, è partita da una serie di colpi messi a segno tra il centro storico e Ostia. Sempre lo stesso schema. Sempre lo stesso orario, spesso di notte. Il giovane si presentava con il volto coperto, si avvicinava agli addetti e li minacciava. A volte simulava la presenza di un coltello, altre impugnava una pistola, poi risultata una replica. In alcuni casi è riuscito a portare via il denaro. In altri, la reazione delle vittime lo ha costretto a fuggire a mani vuote.

Ma quello che ha fatto insospettire poliziotti e carabinieri, che stavano indagando sulle varie rapine, era il modo sicuro in cui si muoveva il rapinatore. Era come se sapesse esattamente dove andare e cosa fare. Come se conoscesse l’hotel nei minimi particolari. Troppo, per un rapinatore entrato per la prima volta nella struttura. Da lì il sospetto di chi stava indagando: quell’uomo non era un estraneo. Conosceva gli ambienti perché ci aveva lavorato.

La rapina a Ostia e il ritorno dietro al bancone dell’hotel

La prima svolta era arrivata proprio a febbraio, quando gli agenti erano riusciti a intercettarlo dopo un colpo a Ostia. Da lì, era stato ricostruito il suo passato lavorativo, trovando collegamenti diretti con alcune delle strutture prese di mira. Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, hanno messo insieme più episodi, inizialmente separati, fino a ricostruire un unico schema. Fondamentali le telecamere di videosorveglianza e l’analisi dei movimenti legati alle celle telefoniche.

Poi il colpo di scena finale. Dopo giorni di ricerche, gli agenti della Polizia di Stato e i militari dell’Arma dei Carabinieri lo hanno individuato di nuovo dietro al bancone di un hotel. Ancora una volta dipendente in un hotel del centro di Roma. Ancora una volta in un luogo che, sulla carta, avrebbe dovuto essere il suo lavoro e non l’obiettivo della sua prossima rapina. È lì che è scattato l’arresto. Il Gip del Tribunale di Roma, sulla base degli elementi raccolti, ha disposto la custodia cautelare in carcere, in particolare per uno degli episodi più recenti. Il 28enne è stato portato a Regina Coeli, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria, con l’accusa di rapina aggravata e tentata rapina.