Asili di Roma, 106 assunzioni non bastano, M5S: “No a un’educatrice ogni 7 bambini”. Gualtieri e Pratelli sotto accusa in Aula

Il Campidoglio

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Roma, il rapporto di un’educatrice ogni sette bambini previsto negli asili, in particolare nei nidi di Roma non basta più, secondo il Movimento 5 Stelle, per garantire un servizio realmente sostenibile durante assenze, cambi di turno e momenti delicati della giornata.

La questione arriva ora in Assemblea Capitolina con una mozione che chiama in causa direttamente il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessora alla Scuola Claudia Pratelli.

La mozione torna in Campidoglio

L’atto porta il numero 166 ed è firmato dai consiglieri capitolini Virginia Raggi, Linda Meleo, Daniele Diaco e Paolo Ferrara. La richiesta rivolta alla Giunta è quella di ridurre il rapporto numerico tra educatori e bambini nei nidi comunali e convenzionati.

La mozione, già inserita nell’ordine dei lavori di luglio, è stata nuovamente calendarizzata per le sedute dell’Assemblea Capitolina del 15 e 17 settembre. L’inserimento non garantisce però automaticamente il voto: la discussione dipenderà dai tempi dell’Aula e dagli altri provvedimenti in programma.

Il limite di un educatore ogni sette bambini

La normativa regionale stabilisce un educatore ogni sette posti autorizzati. Il problema sollevato non riguarda quindi soltanto il rispetto formale della legge, ma ciò che accade concretamente dentro le strutture.

Durante l’ingresso e l’uscita dei bambini, nei cambi di turno o in presenza di assenze improvvise, il margine organizzativo può ridursi rapidamente. Le lavoratrici denunciano situazioni nelle quali un’educatrice può ritrovarsi temporaneamente a gestire più di sette bambini. Non esiste, tuttavia, una rilevazione pubblica complessiva che permetta di stabilire quanto frequentemente questo accada.

Le 106 assunzioni annunciate da Pratelli

Il Campidoglio rivendica un investimento importante sul personale. Pratelli ha annunciato 106 nuove assunzioni a tempo indeterminato entro la fine del 2026 e oltre 150 contratti annuali a tempo determinato. Secondo l’assessora, alla riapertura nessun nido romano è rimasto privo del personale necessario, anche grazie al ricorso iniziale a contratti brevi.

I numeri, però, devono essere distinti. Le 106 assunzioni rafforzano stabilmente l’organico, mentre i contratti annuali servono a coprire esigenze temporanee e sostituzioni. Al 31 dicembre 2025 il PIAO di Roma Capitale registrava inoltre 82 posti teoricamente vacanti nei due profili dedicati agli asili nido.

Le precarie chiedono altri 500 ingressi

La risposta delle lavoratrici è molto più dura. I coordinamenti delle precarie hanno chiesto un piano straordinario di almeno 500 assunzioni, aggiuntive rispetto a quelle già programmate, insieme allo scorrimento della graduatoria del concorso del 2018.

Secondo le rappresentanti delle educatrici, l’ultimo aggiornamento estivo avrebbe aggiunto soltanto 36 unità nel settore educativo. Una cifra considerata insufficiente non solo per coprire le carenze accumulate, ma anche per accompagnare l’apertura di nuovi nidi e l’aumento dei posti disponibili.

Il vero scontro arriva adesso

La mozione M5S porta il confronto oltre la semplice copertura dei posti vacanti. Ridurre stabilmente il numero di bambini affidati a ogni educatore significherebbe ricalcolare l’intero fabbisogno, aumentare le assunzioni e trovare nuove risorse nel bilancio capitolino.

Gualtieri e Pratelli dovranno quindi confrontarsi con una domanda precisa: gli organici attuali sono sufficienti soltanto per tenere aperte le strutture oppure anche per garantire qualità, continuità e sicurezza in ogni momento della giornata? È su questa differenza, tra nidi formalmente coperti e nidi realmente sostenibili, che si giocherà la battaglia politica in Aula Giulio Cesare.