Attacco Usa all’Iran, innalzato il livello di vigilanza antiterrorismo a Roma e in altre città: faro su eventi e cortei

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Le conseguenze dell’attacco statunitense all’Iran, avvenuto sabato mattina, e della risposta di Teheran con lanci di missili verso obiettivi americani nei Paesi del Golfo, hanno avuto un riflesso immediato anche in Italia: il livello di vigilanza antiterrorismo è stato ulteriormente innalzato. Un’attenzione che, a dire il vero, non si era mai abbassata davvero negli ultimi anni, ma che ora viene rimodulata alla luce di tensioni internazionali considerate ad alto impatto.

Obiettivi sensibili: 28mila in Italia, 4.400 nella Capitale

La rete dei “punti da proteggere” è ampia e articolata. Sul territorio nazionale vengono considerati sensibili circa 28mila obiettivi, mentre a Roma la mappa ne conta oltre 4.400. Parliamo di luoghi che, per funzione, simbolo o affluenza, possono diventare bersagli o scenari di rischio: dalle rappresentanze diplomatiche ai nodi dei trasporti, fino alle sedi istituzionali e alle infrastrutture critiche. Il principio guida è semplice: prevenire, prima ancora che reagire.

Il perimetro delle attenzioni: sedi ebraiche e israeliane, ma non solo

Nella Capitale, come già accaduto in altre fasi di tensione globale, viene rafforzato il presidio sui siti riconducibili a comunità ebraiche e a interessi israeliani, incluso il Ghetto. È un’attenzione che si aggiunge a quella, costante, su ambasciate e consolati, sedi politiche, luoghi della mobilità quotidiana (stazioni ferroviarie e metropolitane), porti e aeroporti. Sullo sfondo, restano le infrastrutture considerate strategiche, soprattutto quelle connesse ai settori energetico e militare.

Eventi pubblici e cortei: riflettori su maratona e manifestazioni

Nel nuovo scenario, la gestione dell’ordine pubblico passa anche dalla lettura del calendario cittadino. Tra gli appuntamenti che potrebbero richiedere misure aggiuntive ci sono eventi con grande partecipazione, dove l’afflusso rende più complessa la sicurezza. A Roma l’attenzione si concentra, tra gli altri, sulla maratona Roma-Ostia prevista per domenica e sulla manifestazione dei movimenti femministi in programma sabato pomeriggio, con un percorso annunciato da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni.

Il dispositivo: Viminale in regia, Difesa in supporto operativo

Il sistema di vigilanza interna è coordinato dal ministero dell’Interno, con il contributo del ministero della Difesa. Sul terreno, questo significa un impiego esteso di forze dell’ordine e forze armate, insieme agli apparati investigativi antiterrorismo e all’intelligence. Un dispositivo già “a pieno regime”, che viene calibrato in base ai segnali di rischio e ai contesti: più pattugliamenti, più presidi, più controlli mirati, soprattutto nelle aree dove simboli e flussi di persone si intrecciano.

Ambasciate e monitoraggio online: cresce anche l’attenzione della Digos

A Roma, la soglia resta alta intorno alle rappresentanze diplomatiche degli Stati Uniti e di altri Paesi occidentali, ma anche di Stati coinvolti indirettamente negli ultimi sviluppi, come gli Emirati Arabi. Parallelamente, viene potenziata l’attività informativa: Digos e altri uffici intensificano il lavoro per intercettare segnali anomali, anche in rete. In questo fronte rientra la collaborazione con la polizia postale, con l’obiettivo di individuare tempestivamente eventuali minacce, propaganda o movimenti sospetti che possano anticipare criticità sul territorio.