Attentato fallito al Vaticano nel giorno della strage di Strasburgo: condannato un marocchino

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E’ stata confermata in Appello la condanna a quattro anni per il 41enne marocchino che l’11 dicembre del 2018 ha tentato un attentato davanti al Vaticano. L’uomo lanciò benzina su un mezzo dell’Esercito in via di Porta Angelica nei pressi del Vaticano tentando di appiccare il fuoco con un accendino. L’uomo venne subito bloccato dai militari. Oggi i giudice della Corte d’Appello di Roma accogliendo le richieste del sostituto procuratore generale Francesco Mollace, hanno confermato la pena decisa in primo grado per il gesto, con finalità di terrorismo, per l’uomo a cui era stato riconosciuto un vizio parziale di mente.

A pochi passi dalla basilica di San Pietro in via di Porta Angelica, crocevia di pellegrini e turisti, nella mattinata di martedì 11 dicembre verso le ore 12.30, avviene l’agguato.

Il cittadino marocchino si era avvicinato ad un mezzo dell’operazione “Strade sicure” per tentare un attentato: spruzzare del liquido infiammabile sul blindato e dargli fuoco. Poi, prima che potesse utilizzare un accendino per innescare le fiamme, ii militari in forza al reggimento ‘Nizza Cavalleria’ lo hanno immobilizzato e consegnato alla polizia. L’uomo non aveva fatto in tempo a sfregare il pollice sulla rotella dell’accendino solo perché se ne è accorto un passante. Se fosse riuscito nel suo intento di far fuoco a un mezzo militare, sarebbe stato il primo attentato terroristico in Italia.

Esattamente lo stesso giorno, nella città simbolo del Parlamento europeo, a Strasburgo, un altro maghrebino ha compiuto un attentato. Chérif Chekatt, terrorista islamico, uccidendo 5 persone e ferendone altre 11. Tra le vittime anche il giovane giornalista italiano Antonio Megalizzi. Una mera coincidenza temporale? Per i giudici evidentemente sì. Hanno privilegiato la pista dello squilibrato.