Banda del buco smantellata a Roma: furti in tutta Italia, base nell’ex Hotel Cinecittà occupato e refurtiva venduta con un catalogo online
Di notte sfondavano le pareti dei negozi per entrare senza lasciare tracce. Poi fotografavano smartphone, computer e altri oggetti appena rubati, li inserivano in un catalogo digitale e li rivendevano sul mercato nero a metà prezzo. Dietro quei colpi, messi a segno in diverse città italiane, c’era un’organizzazione ben strutturata che aveva trasformato i furti seriali in un’attività quasi industriale.
All’alba i Carabinieri della Compagnia Roma Casilina, su delega della Procura di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di sei cittadini sudamericani, gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere specializzata in furti in abitazione e nei negozi. Per quattro di loro, tra cui una donna, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altri due sono stati raggiunti dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Ex Hotel Cinecittà, blitz all’alba: sgomberi per gli abusivi, due arresti
La base operativa nell’ex Hotel Cinecittà occupato
Le indagini hanno portato gli investigatori fino all’ex Hotel Cinecittà, struttura occupata abusivamente che, secondo quanto ricostruito dai militari, era diventata la base logistica del gruppo. Proprio da lì gli indagati pianificavano gli spostamenti, organizzavano i sopralluoghi e preparavano i colpi da mettere a segno in tutta Italia.
L’inchiesta è partita dall’arresto in flagranza di uno dei componenti della banda per resistenza a pubblico ufficiale. La svolta è arrivata con l’analisi forense del suo telefono cellulare, che ha consentito ai Carabinieri di ricostruire l’intera rete criminale e di raccogliere gravi elementi indiziari sul funzionamento dell’organizzazione.
Il gruppo utilizzava un modus operandi collaudato. I colpi venivano messi a segno soprattutto di notte, anche all’interno di grandi centri commerciali. I ladri raggiungevano il negozio prescelto passando dai locali adiacenti e aprendo un varco nelle pareti con la cosiddetta “tecnica del buco”, evitando così gli accessi principali e riducendo il rischio di essere scoperti. Durante le incursioni i complici restavano costantemente in contatto attraverso messaggi vocali inviati su una chat di messaggistica istantanea, utilizzata come una vera e propria radio ricetrasmittente per coordinare ogni fase dell’azione.
La refurtiva fotografata e venduta con un catalogo digitale
Terminato il furto, iniziava la seconda fase. La refurtiva veniva accuratamente fotografata e catalogata per creare una sorta di vetrina virtuale destinata agli acquirenti del mercato clandestino. Smartphone, dispositivi elettronici e altra merce venivano così offerti a circa la metà del prezzo di listino. Gli stessi componenti della banda, secondo quanto emerso dalle indagini, immortalavano anche i colpi appena conclusi con fotografie e video condivisi nelle chat interne, in una sorta di autocelebrazione dei furti riusciti.
Le indagini hanno consentito di attribuire all’organizzazione almeno tredici episodi di furto, commessi in abitazioni, negozi di telefonia e punti vendita di importanti catene commerciali distribuiti sull’intero territorio nazionale. Il valore della merce sottratta supera i 200 mila euro, accumulati in un arco temporale particolarmente ristretto.
Per spostarsi senza destare sospetti, la banda utilizzava documenti d’identità contraffatti per noleggiare le auto impiegate nei sopralluoghi e nelle fughe.
Le ricerche dopo lo sgombero dell’ex hotel
Dopo lo sgombero dell’ex Hotel Cinecittà, i componenti del gruppo si erano resi irreperibili disperdendosi sul territorio. Le successive attività di osservazione e localizzazione condotte dai Carabinieri della Compagnia Roma Casilina, coordinate dalla Procura di Roma, hanno permesso di rintracciare i destinatari del provvedimento cautelare. Le operazioni per la loro cattura sono ancora in corso.