Batistuta torna a Trigoria dopo 23 anni: il ‘Re Leone’ rivede la Roma e racconta lo scudetto 2001

Batistuta con ilc della as Roma, foto Instagram Batistuta

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Gabriel Omar Batistuta torna a Trigoria dopo 23 anni: incontro con Ranieri, Candela e la squadra, ricordi dello scudetto 2001 e possibile ritorno all’Olimpico. Ventitré anni dopo l’ultima volta, Gabriel Omar Batistuta è rientrato a Trigoria, riaprendo una pagina che, per molti romanisti, coincide con una delle stagioni più iconiche dell’era moderna. L’ex centravanti ha indossato la maglia giallorossa tra il 2000 e il 2003: 87 presenze e 33 gol, numeri che restituiscono il peso specifico di un attaccante arrivato a Roma per completare un progetto già ambizioso e trasformarlo in un traguardo.

Accoglienza, volti noti e un centro sportivo “irriconoscibile”

Il rientro è stato scandito da un’accoglienza dal sapore istituzionale e affettivo: ad accompagnarlo, Claudio Ranieri e Vincent Candela. Batistuta ha poi salutato il direttore sportivo Frederic Massara, l’allenatore Gian Piero Gasperini e la squadra. La prima impressione è stata quasi “architettonica”: «Quanto è cambiato questo centro sportivo, è veramente bello», ha detto, sottolineando l’evoluzione di strutture e organizzazione rispetto ai primi anni Duemila.

“Non venivo dal 2003”: la frattura e il ritorno alla normalità

Alla domanda su quanto mancasse da Trigoria, Batistuta ha indicato un confine netto: l’addio del gennaio 2003, quando passò all’Inter. «Sono 23 anni. Tanto tempo», ha spiegato, senza forzare nostalgia o retorica: il punto, per lui, è la familiarità di un luogo dove “si è stati bene” e la possibilità di ritrovare persone con cui ha condiviso un pezzo importante di carriera. Un ritorno, insomma, più umano che celebrativo, dove il sentimento dominante resta la gratitudine.

Ranieri, Candela e le Supercoppe: ricordi con precisione da cronaca

Tra i ricordi più nitidi, Batistuta ha richiamato la Supercoppa Italiana vinta con Ranieri nel 1996: finale a San Siro, contro AC Milan, quando indossava la maglia della ACF Fiorentina. E poi l’altra Supercoppa, quella del 2001, già in giallorosso: «Proprio contro la Fiorentina… vincemmo 3-0 e il primo gol lo segnò Vincent». Una sequenza di dettagli che restituisce la dimensione professionale del campione: memoria selettiva, ma accurata.

Lo scudetto 2001: numeri, volti e un gruppo “in testa quasi sempre”

Quando parla di Roma, Batistuta torna al punto centrale: lo scudetto 2001, definito “storico” anche sul piano personale. «Facemmo 75 punti e io segnai 20 gol», ha ricordato, collegando immediatamente i numeri al contesto emotivo di Roma “esplosa di gioia”. Nel rievocare la squadra, l’ex bomber ha citato un blocco di nomi che oggi è quasi una fotografia: Francesco Totti, Cafu, Walter Samuel, Emerson, Vincenzo Montella, Marco Delvecchio. Un gruppo, dice, capace di restare davanti “praticamente per tutto il campionato”.

La “svolta Parma” e la Roma di oggi: l’appuntamento possibile all’Olimpico

Tra i momenti-simbolo, Batistuta ne sceglie uno tecnico e mentale: la doppietta al Parma Calcio 1913 a fine girone d’andata, partita vinta in rimonta nonostante una dinamica sfavorevole. «Lì capimmo che potevamo farcela», ha sintetizzato. Sul presente, lo sguardo resta sobrio ma positivo: «Gioca bene… mentalità offensiva». E c’è anche un’ipotesi concreta: tornare allo Stadio Olimpico “appena possibile”, magari a maggio, con l’idea — non promessa — di rientrare in città in tempo per il derby di ritorno. Un modo misurato per dire che il legame, in fondo, non si è mai davvero interrotto.