Beatrice Bellucci morta sulla Colombo, la perizia cambia tutto, indagata Silvia Piancazzo: “Anche la Mini dell’amica correva”
Per mesi quella tragedia è stata raccontata come una folle corsa notturna sulla Cristoforo Colombo. Due auto lanciate a tutta velocità, un sorpasso azzardato, poi lo schianto contro un pino e la morte di una ragazza di appena vent’anni. Adesso però l’inchiesta sulla morte di Beatrice Bellucci, per tutti “Bibi”, prende una direzione diversa. Più complessa. E forse ancora più dolorosa.
Secondo la nuova perizia depositata in Procura, infatti, quella notte non ci sarebbe stata alcuna gara clandestina. Secondo gli accertamenti tecnici, non solo la Bmw Serie 1 guidata da Luca Domenico G. stava correndo, ma anche la Mini Cooper guidata dall’amica di Beatrice, Silvia Piancazzo, sarebbe andata a una velocità ben oltre i limiti consentiti. E proprio questo ora porta gli investigatori a ipotizzare un possibile concorso di responsabilità nello schianto costato la vita alla giovane romana.
La notte dello schianto sulla Colombo
È la notte del 24 ottobre 2025. Via Cristoforo Colombo è quasi vuota. Secondo la ricostruzione dell’ingegnere incaricato dalla Procura, tutto si è consumato in pochi istanti all’altezza di piazza dei Navigatori. La Bmw Serie 1 guidata dal 22enne Luca Domenico G. viaggiava sulla corsia centrale e avrebbe superato la Mini Cooper sulla quale si trovavano Beatrice e l’amica Silvia. Entrambe le vetture, però, secondo la perizia procedevano ben oltre i limiti consentiti. Dopo il sorpasso, la Mini avrebbe ridotto la distanza dalla Bmw. Nello stesso momento la Bmw si sarebbe leggermente allargata verso sinistra, invadendo parte della carreggiata occupata dalla Mini. Il lato sinistro della Bmw ha colpito lo sportello destro della Mini. L’urto è stato violentissimo e la Mini ha perso il controllo, schiantandosi contro il pino, le lamiere distrutte.
Per Beatrice Bellucci non c’è stato nulla da fare. La ragazza è morta poco dopo l’impatto. Accanto a lei c’era l’amica Silvia Piancazzo, sopravvissuta dopo mesi di ricovero, interventi chirurgici e riabilitazione. Ed è proprio qui che la perizia cambia completamente quanto si ipotizzava inizialmente. Perché se nelle prime ore dopo l’incidente l’attenzione si era concentrata quasi esclusivamente sulla Bmw guidata dal ragazzo, oggi gli agenti ritengono che anche la condotta della Mini possa aver avuto un ruolo nella tragedia. Silvia Piancazzo risulta infatti indagata per concorso in omicidio stradale.
La perizia: “Entrambe le auto andavano troppo forte, ma nessuna gara clandestina”
Dalla consulenza tecnica emergere che entrambe le vetture avrebbero viaggiato a una velocità incompatibile con quel tratto della Colombo. Una conclusione che ribalta l’impostazione iniziale dell’indagine. Perché nelle prime ore dopo l’incidente si era parlato di una possibile sfida tra auto, di una corsa improvvisata nella notte. Ma i video acquisiti dagli agenti e gli accertamenti tecnici smentiscono questa ipotesi. Nel filmato registrato all’interno della Bmw si sentirebbe musica ad alto volume, ma non emergono riferimenti a gare o provocazioni verso la Mini. Nessuna sfida esplicita e nessuna competizione organizzata. Resterebbe però la velocità e la manovra che ha portato l’auto con le due ragazze fuori strada.
Adesso toccherà al pm Andrea D’Angeli valutare il peso delle responsabilità dei due conducenti. Un passaggio decisivo non soltanto dal punto di vista penale, ma anche per le future richieste di risarcimento e per le strategie difensive. Nel frattempo resta una certezza amarissima: in pochi secondi, su uno dei rettilinei più pericolosi di Roma, tre vite sono cambiate per sempre. E una ragazza di vent’anni non è più tornata a casa.