Benedetta TV – Chi l’ha visto? dopo Sciarelli, la Rai prepara la svolta: l’occasione per reinventare un simbolo della tv pubblica
Il possibile addio di Federica Sciarelli a Chi l’ha visto? non va letto solo come la chiusura di una lunga stagione televisiva. Può essere, al contrario, l’apertura di una fase nuova. Dopo oltre vent’anni di conduzione, la Rai si trova davanti a una possibilità rara: aggiornare uno dei programmi più riconoscibili del servizio pubblico senza tradirne l’identità. Non una rottura, ma una successione pensata.
Il peso di un’eredità importante
Sciarelli ha dato a Chi l’ha visto? una forma precisa: sobria, rigorosa, lontana dal clamore facile. Dal 2004 a oggi ha accompagnato il pubblico dentro storie difficili, famiglie sospese, casi irrisolti, appelli, indagini e silenzi. È stata la conduzione più longeva della storia del programma. Proprio per questo, però, il passaggio non può essere vissuto come un tabù. Anche le trasmissioni più solide, prima o poi, devono respirare aria nuova.
La Rai davanti a una scelta adulta
La nota della Rai parla di riflessioni sul futuro professionale della giornalista e, parallelamente, sul destino di Chi l’ha visto?. È una formula prudente, istituzionale, ma dentro quelle parole c’è un fatto politico-televisivo chiaro: la Rai sa che il programma non può essere semplicemente lasciato andare per inerzia. Dopo decenni, il servizio pubblico ha l’occasione di decidere cosa vuole farne davvero.
Non basta cambiare volto
I nomi circolati, da Massimo Giletti a Eleonora Daniele, dicono che la partita è aperta. Ma il punto non è soltanto scegliere un volto noto. Il vero salto sarebbe costruire una nuova architettura del racconto: più investigazione, più linguaggio digitale, più rapporto con le famiglie, più attenzione ai territori, senza scivolare nella spettacolarizzazione. Chi l’ha visto? può restare se stesso proprio cambiando pelle.
Una svolta attesa da decenni
Ogni programma storico rischia, con il tempo, di diventare una liturgia. Funziona, resiste, viene riconosciuto, ma perde progressivamente la capacità di sorprendere. La forza di Chi l’ha visto? è stata la credibilità; il suo futuro, però, potrebbe essere la credibilità dentro una forma nuova. Meno rituale, più contemporanea. Meno dipendente da una figura unica, più fondata su metodo, squadra e linguaggio.
Il servizio pubblico può dimostrare coraggio
La sfida, ora, è trasformare una successione delicata in un progetto editoriale. La Rai può limitarsi a sostituire Sciarelli, oppure può usare questo passaggio per rilanciare un marchio che appartiene alla memoria collettiva del Paese. Se lo farà con rispetto, misura e ambizione, il dopo-Sciarelli non sarà una sottrazione. Sarà la prova che anche i programmi più identitari possono cambiare senza perdere anima.