Benzina e diesel, accise ridotte fino al 1° maggio: la decisione del governo Meloni
Il governo Meloni ha deciso di prolungare il taglio delle accise sui carburanti, misura che sarebbe scaduta il 7 aprile e che ora resterà in vigore fino al 1° maggio. La decisione è arrivata al termine del Consiglio dei ministri del 3 aprile, con l’obiettivo di contenere l’impatto dei prezzi di benzina e gasolio su famiglie, lavoratori e imprese. La riduzione confermata è pari a 24,4 centesimi al litro, un intervento che punta a evitare un ritorno immediato a costi più alti alla pompa.
Le coperture: almeno 500 milioni per finanziare l’intervento
La proroga richiede uno sforzo finanziario significativo. Al ministero dell’Economia si è lavorato per individuare le coperture necessarie, stimate in almeno 500 milioni di euro. Una parte delle risorse, circa 200 milioni, dovrebbe arrivare dall’extragettito Iva attraverso il meccanismo delle cosiddette accise mobili. I restanti 300 milioni sarebbero invece reperiti con il congelamento delle aste CO2. Si tratta di un equilibrio delicato, che segnala quanto il contenimento dei prezzi energetici continui a pesare sulle scelte di bilancio.
Agricoltura, un aiuto dedicato per contenere i costi
Nel decreto trova spazio anche un intervento mirato a favore del comparto agricolo, uno dei settori più esposti all’aumento dei costi di produzione. Circa 30 milioni di euro saranno destinati al sostegno delle imprese agricole, con l’estensione del taglio delle imposte già previsto per il settore della pesca. Il segnale politico è chiaro: il governo prova a intervenire dove il caro energia e il caro carburanti rischiano di scaricarsi non solo sui bilanci aziendali, ma anche sui prezzi finali per i consumatori.
Il nodo Transizione 5.0 e gli esodati dei fondi
Sul tavolo del Consiglio dei ministri non c’era soltanto il tema carburanti. Il decreto recepisce anche l’accordo con le associazioni di categoria sulla Transizione 5.0, con un correttivo pensato per chi aveva avviato progetti contando su finanziamenti pubblici poi esauriti. Il problema riguarda gli “esodati” della misura, cioè imprese rimaste sospese tra investimenti avviati e incentivi non più disponibili. L’intervento punta quindi a evitare che il blocco delle risorse si trasformi in un freno agli investimenti e in un danno operativo per le aziende.
Le parole di Giorgetti e il senso politico della misura
A confermare il contenuto del provvedimento è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che al termine del Cdm ha parlato di proroga del taglio delle accise fino al 1° maggio, sottolineando anche l’estensione dell’intervento alle aziende agricole e il recepimento dell’intesa sulla Transizione 5.0. Al di là dell’annuncio, il punto centrale resta uno: il governo sceglie di guadagnare tempo su un fronte socialmente sensibile, quello del costo dei carburanti, cercando allo stesso tempo di tenere insieme tutela dei consumatori, sostegno alle imprese e sostenibilità dei conti pubblici.