Benzina e diesel oltre 2 euro a Roma: carburante alle stelle dopo l’attacco all’Iran, ecco dove costa di più

distributore carburante

Altro che oscillazioni. A Roma il prezzo del diesel ha sfondato il muro psicologico dei 2 euro al litro. E la benzina corre dietro. Bastano pochi giorni di tensione internazionale – l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran del 28 febbraio – e alla pompa il conto cambia faccia. In peggio.

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Carburanti alle stelle: quanto costa oggi fare il pieno a Roma

In diversi impianti della Capitale il gasolio supera i 2 euro al litro, con punte che fanno scattare la soglia psicologica che fino a poche settimane fa sembrava un’eccezione. Adesso i rincari si stanno distribuendo in modo diffuso nei vari quartieri. Secondo i dati consultabili sul portale ufficiale Osserva Prezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le differenze tra un distributore e l’altro arrivano a essere anche molto elevate. In alcune aree si viaggia su cifre ben oltre la media, mentre altrove si trovano ancora prezzi più contenuti, almeno per ora.

Il dato nazionale fotografato nei giorni immediatamente successivi all’escalation parla mostra cifre fuori controllo e non giustificate, soprattutto se si considera che le forniture da parte dei gestori erano state acquistate prima dell’aumento del petrolio. Il 3 marzo il diesel in modalità self si attestava in media a 1,760 euro al litro, con un aumento di 3,7 centesimi rispetto al 27 febbraio, prima dell’attacco all’Iran. Nel dettaglio, a Roma tra i distributori più caro troviamo quello di via Val D’Aosta, con prezzi che superano i due euro da questa mattina sia per la benzina che per il diesel. Il più economico è invece in via Val Padana, dove la benzina costa ancora 1,564 euro al litro, mentre il diesel viene 1,619 al litro.

prezzi benzina e diesel a Roma

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Perché i prezzi salgono subito (anche se il petrolio è stato comprato mesi fa)

È il punto che fa discutere. Le associazioni dei consumatori, a partire dal Codacons, hanno acceso i riflettori sul meccanismo che trasferisce quasi in tempo reale le tensioni sul petrolio ai listini alla pompa. Il nodo è semplice: i carburanti attualmente venduti sono stati raffinati con greggio acquistato mesi fa a prezzi inferiori. Eppure l’effetto annuncio si traduce immediatamente in aumenti per chi fa rifornimento. Una dinamica che si ripete a ogni crisi geopolitica e che riapre il dibattito sulla trasparenza della filiera.

L’escalation in Iran non incide solo sulle rotte energetiche nel Golfo, dove restano bloccati anche cittadini italiani. L’impatto è più ampio. Quando salgono benzina e gasolio, aumenta il costo del trasporto su gomma. E se cresce il costo del trasporto, si alza il prezzo di ciò che viaggia su camion: alimentari, beni di largo consumo, materiali. Il rischio è quello di una nuova spinta inflattiva. E il pieno più caro diventa la prima tessera di un effetto domino che può arrivare fino allo scontrino del supermercato.

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Come risparmiare: controllare i prezzi prima di fare rifornimento

In questo scenario, l’unico margine per i consumatori è l’informazione. Il portale Osserva Prezzi Carburanti consente di verificare in tempo reale i listini applicati dai distributori inserendo indirizzo, codice di avviamento postale o area di interesse. Le differenze, anche di diversi centesimi al litro, possono incidere sensibilmente su un pieno. La sensazione, però, è che il mercato stia reagendo più alle tensioni che ai fondamentali. E finché il quadro internazionale resterà instabile, la benzina a Roma continuerà a essere un termometro sensibile della crisi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: fare rifornimento oggi costa di più. E potrebbe non essere finita qui.