Benzina e diesel, taglio accise e controlli. Abbruzzese (Lega): “Stop rincari e speculazioni”

Mario Abbruzzese

Il tanto agognato taglio delle accise è arrivato. Ma l’effetto sulle pompe di benzina ancora no. Eil conto arriva alla fine del mese. Ed è sempre più pesante. Bollettecarburantimaterie prime: i rincari continuano a mordere famiglie e imprese. Nei distributori questa mattina, a Roma, il diesel ha toccato 2,49 euro al litro in zona Torresina. In pratica, bastano gli annunci per far lievitare i prezzi, non bastano i provvedimenti per farli calare. È su questo terreno che si gioca la partita politica. E da qui parte l’intervento del responsabile organizzazione della Lega nel LazioMario Abbruzzese, che rilancia il tema del taglio delle accise come risposta immediata all’emergenza.

Energia e rincari: il nodo del taglio accise

Ridurre la pressione fiscale sui carburanti per alleggerire il peso che oggi grava su cittadini e aziende è l’unica soluzione. “Il taglio delle accise non è una misura accessoria, è una scelta necessaria”, spiega Abbruzzese. Il riferimento è diretto allo scenario internazionale, segnato da tensioni e conflitti che hanno fatto schizzare verso l’alto i prezzi delle materie prime. Un contesto che, secondo l’esponente della Lega, richiede risposte rapide e concrete. Da qui il riconoscimento al lavoro del leader del partito, Matteo Salvini, indicato come uno degli artefici dell’intervento sul fronte fiscale, per cercare di riportare ossigeno a un sistema economico sotto pressione. Ma ridurre le accise non basta. Il rischio, sottolinea Abbruzzese, è che i benefici si perdano lungo la filiera. Per questo il focus si sposta sui controlli sui prezzi. “Non possiamo permettere che ai rincari legati alla crisi internazionale si sommino speculazioni interne”, osserva.

Ma il taglio delle tasse, da solo, non basta. Il timore è che i benefici possano disperdersi lungo la catena dei prezzi. Per questo Abbruzzese ha acceso i riflettori sulla necessità di controlli serrati, per evitare che alla crisi internazionale si sommino speculazioni interne, con rincari ingiustificati che finirebbero per annullare ogni vantaggio. E soprattutto serve fare in modo che il taglio delle accise si traduca in un risparmio reale alla pompa, senza distorsioni.

Famiglie e imprese pagano il prezzo più alto di una crisi che parte da lontano ma si riflette nella quotidianità. La strategia della Lega punta a combinare riduzione fiscale e controllo del mercato, con l’obiettivo di contenere gli effetti dell’emergenza energetica. La sfida, però, è tutt’altro che chiusa. Perché tra dinamiche globali e tensioni interne, il margine di manovra resta stretto. E ogni intervento, per essere efficace, dovrà tradursi in un impatto reale, misurabile. Non solo annunci.