Botticelle, il Consiglio di Stato dà ragione ai vetturini. Bocciato il regolamento del comune


Il Consiglio di Stato ha bocciato il regolamento del Campidoglio sulle botticelle. Quello salutato con tanta enfasi dalla Raggi e dalla sua giunta. Che prevedeva l’obbligo di utilizzare cavalli e carrozze solo in alcune ville e parchi storici della Capitale. Villa Borghese, Villa Pamphilij e il Parco delle Mura Aureliane. Niente di più. Ma adesso il secondo grado del giudizio amministrativo ha stabilito che questa limitazione è illegittima. Perché il servizio offerto, rientrerebbe tra quelli classificati come pubblici non di linea. Dunque, con l’obbligo che vengano svolti in strada. Al massimo, l’amministrazione potrà cambiare percorsi, e decidere sulla limitazione degli orari nei mesi più caldi. Ma niente trasferimento nei parchi. Così i vetturini cantano vittoria. Perché avevano sempre sostenuto la illegittimità del provvedimento. Adducendo anche gravi problemi nel trasportare con veicoli attrezzati gli animali fino agli spazi verdi autorizzarti. E la sostanziale perdita della clientela. Perché chiaramente il turista vuole andare in carrozzella per osservare i monumenti e le bellezze di Roma. E non i cigni (belli anche loro, per carità) del laghetto di Villa Pamphilji.

Adesso la palla ritorna al TAR, perché si tratta di una sentenza con rinvio. Ma il Tribunale di primo grado dovrà adeguarsi a quanto disposto dal Consiglio di Stato. E per ora la partita sembra chiusa. Anche se le associazioni ambientaliste e animaliste putirebbero tentare l’ultima carta del ricorso in Cassazione.

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Le botticelle restano in strada

Resteranno quindi in strada le botticelle. Anche se nei mesi più caldi il comune potrà stabilire delle limitazioni sulle fasce orarie. Nelle quali potranno lavorare i cavalli. Il Consiglio di Stato infatti ha preso la sua decisione, e in effetti in termini trasportistici sembra ovvia. Il servizio offerto deve poter essere svolto in strada. Resta ovviamente un punto, legato alla salute degli animali. Ma in questo caso, la competenza non riguarda il dipartimento mobilità. E neppure l’ambiente. Casomai il sindaco, direttamente titolare della salute pubblica. In questo senso la pensano gli ambientalisti, come l’ex ministra Vittoria Brambilla. Che certamente prepareranno la sfida finale davanti alla Cassazione. Ma intanto i vetturini di Roma possono legittimamente cantare vittoria.

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