Brava Meloni a denunciare lo stupro. Ma con gli attacchi organizzati la sinistra mira a un avviso di garanzia?

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Sinistra scatenata contro Giorgia Meloni per aver pubblicato il video dello stupro dell’aftricano contro una donna ucraina a Piacenza. Obbedendo a un’ordine di scuderia, tutta la sinistra ha scatenato sui social la condanna per la Meloni per la pubblicazione della denuncia di uno dei crimini più efferati che esistano. Ringraziamo la Meloni, perché ha evidenziato un crimine contro il quale non si sta facendo quasi nulla: lo stupto. Lo stupro, la violenza, non le pubblicazioni di documenti che li denuncino. “Il video postato da Giorgia Meloni? Il problema non è il video ma lo stupro. Ci si preoccupi dei reati e delle violenze in aumento, non dei tweet: le polemiche sono superflue”. E’ quanto afferma Matteo Salvini – nelle dichiarazioni che precedono il suo intervento al Meeting di Rimini – a proposito del video postato da Giorgia Meloni.

Emma Bonino: il problema è lo stupro, non il video che lo denuncia

Lo dice persino una persona che meloniana o fascista non è. “Ci accapigliamo su video e non video, io non l’ho visto ma è stato ripreso da tutti i giornaloni, è diventata la polemica del giorno, che durerà 24 ore. Per me la cosa insopportabile è lo stupro”. Lo ha detto la leader di +Europa Emma Bonino alla conferenza stampa di presentazione del programma di +Europa a Roma. Anche parte dei giornalisti, come quelli di Lettera22, condividono la scelta della Meloni. “Pubblicare il video della donna vittima di violenza serve a denunciare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza di genere, ormai perpetrata anche in pieno giorno e in pieno centro. Bene hanno fatto i quotidiani Il Messaggero, il Gazzettino e Sky a diffondere quelle tragiche immagini con la doverosa accortezza di rendere irriconoscibili vittima e carnefice”.

Fnsi e Usigrai si accodano alla sinistra per sostenerla

“Mentre se l’unica leader donna alla guida di un partito, Giorgia Meloni, decide di riprendere quel video per far entrare il tema della violenza sulle donne nella campagna elettorale è una scelta politica rispettabile – spiega Lettera22 -. Dispiace invece che la battaglia a difesa delle donne trovi dei distinguo dettati dalla strumentale contrapposizione politica anche nei comunicati di Fnsi e Usigrai. Che pur di accodarsi agli attacchi scomposti della sinistra, vengono meno alla loro funzione. Sostenendo tesi contrarie a ogni principio di salvaguardia del diritto di cronaca e della funzione imprescindibile di denuncia sociale da parte della stampa libera e responsabile che non deve rispondere a logiche di consorterie politiche. Dimenticando l’unico punto sostanziale della vicenda: la solidarietà alla vittima e la condanna del carnefice”.

Meloni: non è che si vuol far partire un avviso di garanzia?

“Adesso è partita un’indagine ma temo solo a danno della sottoscritta. Come se il video l’avessi girato io, l’avessi pubblicato io, come se fossi stata io la prima a mettere on line questa cosa, come se fossi stata la fonte della notizia. Io non sono stata la fonte della notizia, sono stata una che ha ripreso un video pubblicato da un quotidiano. Mi pare che l’obiettivo si far partire qualche avviso di garanzia”. Lo ha affermato Giorgia Meloni durante un comizio ad Ancona, a proposito del video sullo stupro a Piacenza. “Voglio anche chiedere -ha aggiunto- perchè al tempo nessuno ha pensato di far partire avvisi di garanzia nei confronti di chi pubblicava il video di un uomo che moriva senza neanche oscurarlo, come invece accadeva per il video che io ho condiviso e che era stato pubblicato dalla stampa”.

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